di Pietro Baragiola
Alcuni utenti filopalestinesi hanno immediatamente collegato la partecipazione di Sandler alla cerimonia con le dichiarazioni rilasciate nel 2015 quando, durante un’intervista all’Howard Stern Show, si è definito “very pro-Israel”. Così facendo, questi profili hanno interpretato la sua nomina a celebrante come un possibile segnale delle posizioni di Taylor Swift sul conflitto israelo-palestinese. (Foto: Taylor Swift e Travis Kelce, e a sinistra Adama Sandler. Elaborazione di ©Mosaico)
Il 3 luglio il Madison Square Garden di New York ha ospitato il matrimonio tra la popstar americana Taylor Swift e il giocatore dei Kansas City Chiefs Travis Kelce. A celebrare l’unione è stato il comico ebreo Adam Sandler, una scelta che ha acceso il dibattito sui social network, specialmente per via delle forti affermazioni pro-Israele che l’attore ha rilasciato negli ultimi anni.
Tra gli ospiti, oltre a star come Ed Sheeran, Bradley Cooper, Hugh Grant e Gigi Hadid erano presenti anche diverse altre personalità dello show business ebraico: le tre sorelle Este, Danielle e Alana Haim del gruppo HAIM; l’attrice e sceneggiatrice Lena Dunham; il produttore musicale Jack Antonoff; l’imprenditore Joshua Kushner e l’ex campione NFL Mitchell Schwartz.
Le polemiche sui social
Alcuni utenti filopalestinesi hanno immediatamente collegato la partecipazione di Sandler alla cerimonia con le dichiarazioni rilasciate nel 2015 quando, durante un’intervista all’Howard Stern Show, si è definito “very pro-Israel”. Così facendo, questi profili hanno interpretato la sua nomina a celebrante come un possibile segnale delle posizioni di Taylor Swift sul conflitto israelo-palestinese.
“Per tutti gli Swifties che difendono la cantante riguardo al suo silenzio sulla Palestina: ha scelto Adam Sandler, un noto sionista, per celebrare il suo matrimonio” ha scritto su X l’account Land Palestine. “Credo che ora sappiamo da che parte stia”.
Sulla stessa linea è anche Kate Crawford, studentessa dell’Università di Oxford e voce nota dell’attivismo pro-palestinese, secondo cui i partecipanti alle nozze di Swift “sono chiaramente tutti sionisti”.
Gli utenti filo-israeliani di X non hanno esitato a rispondere a queste provocazioni, invitando il pubblico alla prudenza e ricordando che la cantante non ha mai espresso pubblicamente le sue posizioni riguardo alla situazione in Medio Oriente.
L’amicizia tra Sandler e gli sposi
A rivelare ulteriori dettagli della cerimonia è stato l’allenatore dei Kansas City Chiefs Andy Reid, che alla CNN ha raccontato uno dei momenti più emozionanti dell’intervento di Sandler. “Baciatevi ogni volta che ne avete l’occasione” avrebbe affermato l’attore. “Ogni giorno. Prima di andare a dormire, prima di andare al lavoro. Ogni volta, baciatevi”.
Secondo il racconto dell’allenatore, tutti i presenti alla cerimonia hanno definito Sandler “un celebrante fenomenale”. “È riuscito a portare un po’ di umorismo e molta sensibilità” ha affermato Reid. “C’erano persone provenienti da mondi molto diversi e lui è riuscito a unirle tutte.”
L’amicizia tra Sandler e la coppia è nata negli ultimi anni anche grazie alle figlie dell’attore, grandi fan di Taylor Swift. Il legame si è rafforzato dopo il cameo di Travis Kelce in Happy Gilmore 2 e la partecipazione di Sandler al podcast New Heights del campione NFL.
“Travis è un ragazzo gentile, divertentissimo. Mi ricorda agli amici con cui sono cresciuto” ha raccontato l’attore a Entertainment Tonight durante il tour promozionale del film.
Pur essendo autore della celebre The Hanukkah Song e interprete dell’agente israeliano Zohan Dvir nella commedia You Don’t Mess with the Zohan, Adam Sandler ha raramente affrontato pubblicamente il conflitto israelo-palestinese. Dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 ha semplicemente dichiarato di avere “il cuore spezzato” e si è unito nel firmare una lettera aperta dell’industria dell’intrattenimento che chiedeva all’allora presidente Joe Biden di adoperarsi per il rilascio degli ostaggi israeliani.
La sua presenza al matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce è bastata, però, a riaccendere il dibattito online, trasformando una cerimonia privata in un nuovo terreno di confronto sul conflitto in Medio Oriente.



