Ada Yonath, la scienziata israeliana premio Nobel per la chimica, è morta

Personaggi e Storie

di Michael Soncin
Nel 2009 ha ricevuto gli onori di Stoccolma per lo studio pionieristico sui ribosomi, scoperta che ha portato anche ad una maggiore comprensione dell’antibiotico resistenza.
Ha portato avanti la sua ricerca nonostante lo scetticismo della comunità scientifica internazionale, senza arrendersi mai: dopo circa 25.000 tentativi, ha dimostrato di avere ragione. (Nella foto Ada Yonath. Crediti fotografici: Wikipedia)

Ada Yonath è venuta a mancare lunedì 31 agosto all’età di 87 anni. Con la sua scomparsa, Israele e l’intera comunità scientifica mondiale piange una delle scienziate più importanti dei nostri tempi, figura rivoluzionaria per lo studio dei ribosomi, gli organuli citoplasmatici, la cui funzione principale è quella di sintetizzare le proteine. A parlarne è il sito i24news.

Per tali ricerche ha ricevuto nel 2009 gli onori di Stoccolma con il premio Nobel per la Chimica. Colonna portante dell’Istituto Weizmann di Scienze, ha dedicato decenni allo studio di queste strutture che si trovano all’interno della cellula, portando ad una migliore comprensione di come alcuni antibiotici agiscono sui batteri e i meccanismi attraverso i quali i batteri sviluppano la resistenza.

Un sogno diventato realtà

Uno dei metodi per studiare con precisione la struttura dei ribosomi era quella di cristallizzarli. Durante la fine degli anni ’70 e il lavoro di Ada Yonath aveva suscitato un profondo scetticismo nella comunità scientifica internazionale, poiché molti ricercatori ritenevano impossibile cristallizzare i ribosomi al fine di studiarli.

Ma lei non si è mai arresa e ci è riuscita. Sapeva chiaramente quello che andava cercando, si trattava di capire solo come arrivarci. Così, nonostante l’incredulità degli altri scienziati, continuò le ricerche con il suo gruppo, conducendo 25.000 esperimenti fino a quando non è riuscita a produrre i primi cristalli di ribosomi. Era il 1980. «La gente mi definiva una sognatrice», aveva detto la scienziata.

Nel 2000, i ricercatori del Weizmann e del Max Planck Institute in Germania, guidati da Ada Yonath sono riusciti a determinare la struttura tridimensionale completa delle subunità ribosomiali nelle cellule batteriche. Una scoperta che la celebre rivista Science l’ha inclusa tra le 10 maggiori scoperte scientifiche dell’anno.

Successivamente, le sue ricerche hanno rilevato con precisione come gli antibiotici si legano ai ribosomi batterici, impedendo la produzione di proteine. Studio che ha aperto le porte ad una delle maggiori sfide della medicina moderna: trovare nuove soluzioni da percorrere contro la resistenza agli antibiotici.

“Una ricercatrice straordinaria”: l’omaggio del Weizmann

Alon Chen, presidente del Weizmann, ha ricordato Ada Yonath definendola «una ricercatrice straordinaria che non ha avuto paura di scegliere una strada che altri ritenevano impossibile».

«La sua scoperta rivoluzionaria nella ricerca sui ribosomi ha trasformato la nostra comprensione di uno dei processi più fondamentali della vita e ha aperto nuove possibilità nella lotta contro la resistenza agli antibiotici», ha detto Chen.

Inoltre, è stata definita un esempio per le nuove generazioni di ricercatori per quello che si può «si può realizzare quando si ha il coraggio di porre grandi domande e ci si rifiuta di arrendersi».

Il Nobel? Il miglior premio? No, quello di nonna

Per lei il Nobel non è stato il riconoscimento più importante. Il premio a cui teneva di più era quello di “migliore nonna del mondo”, conferitole alla nipote Noa. Oltre alla nipote, Ada lascia la figlia, la dottoressa Hagit Yonath, direttrice del dipartimento di medicina interna allo Sheba Medical Center.

Nata a Gerusalemme il 22 giugno del 1939 in una famiglia modesta, Ada Yonath cominciò a lavorare in giovane età dopo la scomparsa del padre, per sostenere economicamente la propria famiglia.

Dopo la laurea all’Università Ebraica di Gerusalemme, ha conseguito nel 1968 il dottorato al Weizmann, svolgendo poi attività di ricerca post-dottorato negli Stati Uniti. Nel 1970 ha fondato al Weizmann il primo laboratorio israeliano di cristallografia proteica.

Oltre al Nobel, nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le sue scoperte scientifiche, dal Premio Israel al Premio Wolf fino al Premio EMET. Inoltre, è stata membro di diverse istituzioni scientifiche prestigiose, tra cui l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti e l’Accademia delle Scienze e delle Lettere di Israele.