Ucraina. Sospeso l’ufficiale di polizia che voleva la lista degli ebrei di Kolomyja

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di Paolo Castellano

Lo scorso febbraio, la polizia ucraina aveva chiesto una lista con i nomi e cognomi degli ebrei residenti a Kolomyja per contrastare la criminalità. L’atteggiamento delle forze dell’ordine aveva insospettito la comunità ebraica locale che domandò al governo la giustificazione di tale censimento. In via precauzionale, gli ebrei di Kolomyja si rifiutarono di stilare l’elenco. Il 13 maggio però il caso ha registrato una clamorosa svolta: Myhaylo Bank, l’alto ufficiale della polizia ucraina che si occupò della vicenda, è stato sospeso.

Arsen Avakov, ministro degli Affari interni dell’Ucraina, ha annunciato la sospensione di Bank attraverso una lettera inviata al capo della comunità ebraica di Kolomyja, cittadina della parte occidentale del paese. L’esponente delle forze dell’ordine è stato punito per aver richiesto l’elenco completo dei membri della comunità ebraica ucraina.

Come riporta JTA, la lettera del ministro Avakov contiene queste parole: «Bank è stato temporaneamente sospeso mentre continuano le indagini ufficiali sull’esecuzione delle sue funzioni». Inoltre nella comunicazione si afferma che le indagini sull’ufficiale siano incominciate il 13 maggio.

La richiesta dell’elenco degli ebrei di Kolomyja aveva scandalizzato l’opinione pubblica internazionale. Il direttore del Comitato ebraico ucraino, Eduard Dolinsky, aveva definito la vicenda come un atto di “nudo antisemitismo”.

Ucraina. La polizia e lista degli ebrei di Kolomyja per combattere la malavita

Una richiesta insolita e inquietante è stata inoltrata alla comunità ebraica della città ucraina di Kolomyja. Un alto funzionario della polizia locale ha infatti ordinato la compilazione di una lista di tutti gli ebrei presenti nel centro abitato dell’Ucraina occidentale, popolato da circa 61 mila persone. I rappresentanti delle associazioni ebraiche hanno immediatamente respinto la decisione della polizia ucraina, definendola un segno di “aperto antisemitismo”.

Come riporta Israel National News, la comunità ebraica di Kolomyja ha segnalato ai media internazionali l’accaduto. La richiesta della polizia ucraina farebbe parte di una strategia per combattere la criminalità organizzata. Secondo le forze dell’ordine sarebbe utile avere i nomi, cognomi e indirizzi degli ebrei ucraini della città.

Il documento in cui si invita a consegnare alle autorità i dati sensibili dei residenti ebrei di Kolomyja è stato inviato al presidente della comunità ebraica locale. La data riportata è quella del 18 febbraio 2020.

Il 10 maggio Eduard Dolinsky, direttore del Comitato ebraico ucraino, ha pubblicato sul suo profilo Twitter la fotografia di questo documento. Come si evince dall’immagine, ecco le frasi contenute nella richiesta della polizia: «Vi invitiamo a fornirci le seguenti informazioni riguardanti la comunità religiosa ebraica ortodossa di Kolomyja. Vale a dire: l’atto costitutivo dell’organizzazione, l’elenco dei membri della comunità religiosa ebraica con l’indicazione dei dati dei telefoni cellulari e dei loro luoghi di residenza».

Ha firmato la lettera Mykhaylo Bank, alto funzionario della polizia nazionale che si occupa di criminalità organizzata. Bank non ha però specificato per quale motivo e in che modo le informazioni richieste potrebbero essere utili nella lotta alla malavita. Cosa c’entrano gli ebrei ortodossi con la delinquenza in Ucraina?

Jacob Zalichker, presidente della comunità ebraica di Kolomyja, ha respinto le richieste della polizia ucraina. La sua risposta è arrivata il 25 febbraio. Il presidente ha inoltre dichiarato che gli ebrei di Kolomyja avrebbero consegnato i loro dati sensibili alle autorità solamente su ordine di un mandato del tribunale. «È una totale vergogna e un aperto antisemitismo», il commento di Zalichker. «È un gesto particolarmente pericoloso quando proviene dalla polizia che dovrebbe combattere proprio quello che sta perpetrando».

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