Tunisia: attentato alla Sinagoga di Djerba. 5 morti, 9 feriti

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di Nathan Greppi
La sera di martedì 9 maggio, un militare ha aperto il fuoco sull‘isola di Djerba, in Tunisia, nella Sinagoga della Ghriba, causando una strage: stando a Rainews, i morti sono almeno 5, compreso l’assalitore, mentre i feriti almeno 9.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, un membro della Guardia nazionale tunisina in forza presso il centro navale dell’isola ha ucciso un suo collega con l’arma d’ordinanza, per poi tentare di entrare nella sinagoga e sparare contro le unità di sicurezza sul luogo, che hanno risposto al fuoco. La zona è stata subito messa in allerta, invitando le persone a mettersi al riparo.

Nel momento in cui scriviamo, i morti finora confermati sarebbero lo stesso attentatore, altri due militari e due civili, un tunisino di 30 anni e un cittadino francese di 42. I feriti sarebbero almeno 9. Il Ministero dell’Interno tunisino ha fatto sapere che l’interno e l’esterno della sinagoga sono stati messi in sicurezza, e che le ricerche delle autorità per scoprire “le ragioni di questo vigliacco attacco” sono ancora in corso.

Si dice che la Sinagoga di Ghriba esista da circa 2.500 anni, ma venne ricostruita alla fine dell’800 sul sito del precedente edificio risalente al VI secolo. È situata nel centro dell’isola di Djerba, dove permane una piccola presenza ebraica. Nello stesso luogo, già nel 2002 avvenne un altro attentato, rivendicato da Al Qaida: un camion venne fatto esplodere all’ingresso, causando 20 morti.

Un tempo la Tunisia ospitava una comunità ebraica molto numerosa: tuttavia, negli anni ’50 e ’60 del ‘900 decine di migliaia ebrei tunisini dovettero lasciare la loro terra, in seno al più vasto esodo di ebrei dai paesi arabi, per emigrare principalmente in Israele e in Francia. A causa di ciò, da 105.000 che erano nel 1948, gli ebrei che vivevano in Tunisia risultavano essere appena 1.000 nel 2019.

(Foto: IssamBarhoumi, fonte: wikimedia Commons)