di Nathan Greppi
In occasione del terzo anniversario dei massacri del 7 ottobre 2023, nel centro di Al-Suwayda, località a maggioranza drusa nella Siria meridionale, si è tenuto un raduno commemorativo. I residenti drusi si sono radunati portando bandiere israeliane, fotografie del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, messaggi di condanna del terrorismo e discorsi per rendere omaggio a coloro che sono stati uccisi durante la guerra.
Secondo il sito JFeed, durante il raduno, i partecipanti hanno letto dichiarazioni di sostegno a Israele e sventolato bandiere israeliane accanto alle immagini di Netanyahu. I loro striscioni mostravano messaggi sulla sofferenza condivisa di drusi e israeliani per mano dei regimi arabi nella regione. Hanno anche mostrato fotografie dei dodici bambini drusi uccisi da Hezbollah quando un razzo ha colpito un campo da calcio a Majdal Shams, sulle alture del Golan, il 27 luglio 2024.
Il sito legato al Qatar Middle East Eye, pur reiterando le accuse di genocidio contro Israele, ha riferito che la manifestazione era stata indetta da un gruppo legato allo sceicco Hikmat al-Hijri, leader spirituale druso. Una pagina Facebook legata alla manifestazione ha dichiarato che il raduno è stato organizzato per “onorare le vittime e ripudiare l’estremismo, i massacri e la violenza contro i civili”.
Ha anche aggiunto: “Ricordiamo le vittime di massacri e violenze contro i civili in Israele, proprio come ricordiamo le vittime dei massacri a Jabal al-Bashan (nel sud della Siria, ndr). Affrontiamo lo stesso fenomeno: l’estremismo e la violenza religiosa e politica praticata da gruppi politici islamisti”.
Dopo la caduta del regime siriano di Bashar al-Assad alla fine del 2024 e la successiva salita al potere di Ahmed al-Sharaa, i drusi siriani hanno iniziato a rivolgersi sempre di più a Israele per ricevere protezione dalla minaccia jihadista. I drusi israeliani si sono mobilitati sia per portare loro aiuti umanitari sia per chiedere al governo di Gerusalemme di proteggerli militarmente.
Un’analisi pubblicata su Ynetnews ha sostenuto che i drusi residenti in Siria vedono dei parallelismi tra ciò che gli israeliani hanno subito il 7 ottobre e ciò che loro hanno subito nel luglio 2025, quando molti drusi nell’area di Al-Suwaida hanno subito massacri, esecuzioni, rapimenti e la distruzione delle loro case. Prima ancora, già nel luglio 2018 centinaia di persone erano state uccise quando l’ISIS aveva attaccato Al-Suwaida, rapendo dozzine di donne e bambini drusi. Pertanto, molti drusi siriani sentono di avere dei punti in comune con gli israeliani.



