la prima pagina di 3 magazine ebraici britannici contro Jeremy Corbyn premier

“United we stand”: tre riviste ebraiche contro Jeremy Corbyn premier

Mondo

di Nathan Greppi
Tre periodici ebraici inglesi, normalmente rivali tra loro, hanno deciso di uscire tutti e tre con la stessa prima pagina, per mettere in guardia le comunità ebraiche britanniche da ciò che li aspetta se il leader laburista Jeremy Corbyn diventasse primo ministro.

“Lo facciamo poiché il partito che, fino a poco tempo fa, era l’ambiente naturale per le nostre comunità ha visto i suoi valori e la sua integrità erosi dal disprezzo corbyniano per gli ebrei e Israele,” affermano gli editoriali in prima pagina pubblicati mercoledì 25 luglio, in riferimento al Partito Laburista. “La vergogna dell’antisemitismo ha attraversato l’opposizione di sua Maestà da quando Jeremy Corbyn ne è diventato il leader nel 2015.

Secondo il Times of Israel, le testate ebraiche che hanno preso posizione contro Corbyn sono: The Jewish Chronicle, che oltre a essere il più letto dagli ebrei inglesi è anche il giornale ebraico più vecchio al mondo (è nato nel 1841); il Jewish News, nato in tempi più recenti e diffuso soprattutto a Londra; e il Jewish Telegraph, riferimento delle comunità ebraiche di Manchester e Liverpool. I loro editoriali hanno messo in luce numerosi scandali e controversie legati all’antisemitismo nel Labour.

“Sotto le proprie linee guida, un membro del Partito Laburista è libero di affermare che l’esistenza di Israele è un’impresa razzista e di paragonare le politiche d’Israele a quelle della Germania Nazista […] ‘sporco ebreo’ è sbagliato, ‘pu***na sionista’ invece sarebbe giusto?”

I tre giornali hanno anche collegato il loro discorso ai disordini politici scoppiati nel paese a seguito del referendum sulla Brexit. “C’è il serio e attuale rischio che un uomo con una cecità predefinita difronte alle paure della comunità ebraica, un uomo che non riesce a vedere che l’odio mirato a Israele può facilmente sconfinare nell’antisemitismo, potrebbe diventare il nostro prossimo primo ministro.”

 

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