Rouhani

L’Iran mette al bando tutti i prodotti israeliani. “Un crimine contro Dio collaborare con Israele”

Mondo

di Paolo Castellano
Il 25 maggio il presidente iraniano Hassan Rouhani ha bandito dall’Iran i prodotti israeliani. Ennesima provocazione, dopo il tweet pubblicato la scorsa settimana da Ali Khamenei in cui il leader supremo ha invocato su Twitter una “soluzione finale” contro lo Stato ebraico. Il tweet di Khamenei ha indignato le diplomazie di tutto il mondo, compresa l’Unione Europea che ha condannato il gesto.

L’ultima disposizione di Hassan Rouhani, che è stata approvata dal parlamento iraniano, vieta l’uso di qualsiasi prodotto made in Israel all’interno del territorio iraniano. Come riporta Israel National News, il divieto riguarda anche i prodotti tecnologici come hardware e software. Il provvedimento è stato accettato dai parlamentari iraniani con un voto unanime.

Secondo le istituzioni iraniane, la legge è stata creata per “affrontare gli atteggiamenti ostili del regime sionista che minacciano la pace e la sicurezza”. Da ora in poi, ogni cooperazione con Israele è considerata “un atto contro Dio“. Recita il provvedimento vigente in Iran.

Come è noto, il regime iraniano ha esteso il suo controllo anche sui mezzi di comunicazione. Per esempio, la censura iraniana si è abbattuta su Internet e su alcune applicazioni israeliane come Waze. Quest’ultimo evento si inserisce all’interno della lunga lista di atteggiamenti anti-israeliani condotti dai rappresentati dell’Iran. Incluso il leader supremo Ali Khamenei che minaccia ripetutamente Israele con toni violenti, dichiarando di voler bombardare Tel Aviv e definendo lo Stato ebraico come un “tumore da sradicare”.

Il 20 maggio, il leader supremo ha pubblicato un tweet contro Israele in cui si augurava una “soluzione finale”. Queste due parole vennero utilizzate da Hitler per mettere in atto un genocidio che coinvolse 6 milioni di ebrei in tutta Europa. Benjamin Netanyahu ha immediatamente replicato alla minaccia iraniana sul suo profilo Twitter: «Khamenei deve sapere che qualsiasi regime che minacci Israele di sterminio si troverà in un simile pericolo». Dopo la reazione del governo Israeliano e della comunità internazionale, il leader supremo ha chiarito che “soluzione finale” non si riferiva agli ebrei ma solamente allo Stato di Israele.

Il 22 maggio, l’account Twitter di Ali Khamenei ha insistito sulle minacce allo Stato ebraico: «Il virus sionista non durerà a lungo e il regime sionista non sopravviverà e sarà distrutto».

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