La Bibbia rapita

Mondo

 

È stato mutilato, camuffato, smembrato, vestito di una rilegatura che non è  la sua, quella in cuoio scuro invecchiato, ma alla fine l’H52, la preziosa Bibbia scritta in ebraico del dodicesimo secolo che era scomparsa dalla Biblioteca nazionale di Parigi senza che nessuno se ne accorgesse, è tornata al suo posto. Il manoscritto, un volume di oltre 300 pagine, era stato rubato, secondo il giudice che ha seguito l’inchiesta, da uno dei conservatori capi della Biblioteca nazionale, Michel Garel – condannato in prima grado e ora in attesa del processo d’appello – che lo avrebbe venduto nel 1998 ad un acquirente inglese per 80 mila dollari. Poi nel maggio del 2000 il volume passò all’asta da Christie’s a New York e fu comprato da un americano, Yosef Goldman, per 300.800 dollari. Jacquelin Sanson, la direttrice generale della Biblioteca, dopo che il 15 dicembre scorso si erano conclusi positivamente i negoziati con Goldman, è tornata in possesso del manoscritto e lo ha riportato nella nuova sede della Biblioteca nazionale.

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