Israele pensa a decentralizzare le conversioni

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Conversioni non più centralizzate, ma affidate ai rabbini locali: l’iter di conversione dovrebbe diventare questo, se diventerà legge il progetto approvato lunedì 17 febbraio dal comitato legislativo della Knesset.

Il progetto di legge permetterà ai rabbini locali di creare dei tribunali religiosi e condurre formalmente le conversioni all’ebraismo, che saranno riconosciute dalla legge israeliana. In questo modo, la legislazione trasferirebbe il potere di conversione da un piccolo gruppo centralizzato di rabbini, raccolti in quattro corti rabbiche – come accade oggi – a più di 30 e oltre tribunali rabbinici locali, composti da tre persone ognuno.

Questo porterebbe a un profondo cambiamento dello status quo vigente fino a oggi, per cui le questioni personali – come matrimonio, divorzio, identità religiosa, funerali, ecc… -sono gestite da autorità finanziate dallo Stato, incluse le corti rabbiche ebraiche, le istituzioni della Sharia musulmana e altre.

Il progetto di legge, proposto da Elazar Stern (Hatnua), è fortemente osteggiato dal Rabbinato centrale, che teme che questa legge porti a una frammentazione degli standard di conversione e a una confusione nel sistema religioso di Stato. “Dobbiamo fare di tutto per migliorare il servizio che diamo ai convertiti – ha dichiarato il rabbinato -. Ma non possiamo contravvenire alle regole della halachà quando si tratta di conversioni. Questa proposta di legge rischia di dare a rabbini non qualificati il potere decisionale su questa materia, e di danneggiare la validità halachica delle conversioni in Israele.

Da qui la decisione del Rabbinato centrale di presentare alla Knesset una contro-proposta di legge di “compromesso”.

Ma anche fra i rabbini c’è chi supporta questo progetto. Uno di questi è Rabbi David Stav, presidente dell’organizzazione liberale ortodossa Zohar. “Questo progetto riporta al ruolo tradizionale del rabbino locale di convertire coloro che vogliono far parte della comunità ebraica, così come è funzionato per decenni con il Rabbino Capo – ha dichiarato Stav -. Allo stesso tempo, aiuterebbe a trovare famiglie adottive per i convertiti attraverso la comunità e il rabbino locali”.

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