Il treno della discordia

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Un treno, due grandi città e… il processo di pace in Medio Oriente. Qualcuno potrebbe chiedersi quale strano nesso possa esserci fra una ferrovia e il processo di pace, eppure c’è e non di poco conto.
Collegare Tel Aviv e Gerusalemme con una ferrovia ad alta velocità pare sia diventato un problema di politica internazionale non solo perchè vi sono coinvolte grandi imprese europee, ma anche perchè la ferrovia in costruzione passa attraverso i cosiddetti “territori occupati” – la Valle dei Cedri, Latrun. Proprio per questo, con l’approvazione del primo ministro Angela Merkel, la compagnia tedesca Deutsche Bahn, che controlla le fornitura di elettricità e le comunicazioni Tel Aviv- Gerusalemme, ha deciso di abbandonare il progetto. Esso, dicono, è politicamente “problematico”. In un comunicato ufficiale, il ministro dei trasporti tedeschi, Peter Ramsauer,  afferma infatti che la ferrovia vìola le norme del diritto internazionale e che il parlamento israeliano era al corrente del problema.

Fra coloro che si oppongono alla nuova linea ferroviaria non ci sono solo i tedeschi e palestinesi ma anche il movimento pacifista guidato da Merav Amir, Coalition of Women for peace. Secondo la Amir, il percorso previsto dal progetto è assolutamente “inaccettabile perché il treno pur attraversando le terre palestinesi, non verrà mai utilizzato dai palestinesi”.

Fra coloro che invece intendono proseguire nei lavori, c’è un’impresa italiana, la Pizzarotti di Parma, specializzata nel campo delle costruzioni. In questo progetto abbiamo investito 70 milioni di euro solo in macchinari – ha dichiarato Michele Pizzarotti- e per questo non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo.

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