Harper (Canada): “Israele è uno Stato basato sulla libertà e la democrazia”

«Prendersela sempre e solo con Israele è il nuovo volto del vecchio antisemitismo», e ancora: “Il Canada sarà sempre al fianco di Israele”. Con queste dichiarazioni di totale sostegno a israele e al suo popolo, il primo ministro canadese Stephen Harper ha letteralmente conquistato la Knesset, durante il suo discorso al parlamento israeliano di lunedì 20 gennaio. Addirittura, quando ha condannato le campagne per il boicottaggio di Israele e ha denunciato coloro che etichettano Israele come uno stato “da apartheid”, si è guadagnato una standing ovation da parte di tutti i parlamentari, fatta eccezione per i due arabi arabi Ahmad Tibi e Talab Abu Arar (della lista Ra’am Ta’al, nella foto a destra), che hanno iniziato a gridare e inveire contro di lui e poi hanno abbandonato l’aula.

Come riporta il sito di informazione Israele.net in un ricco articolo, il pm ha dichiarato: “Credo che la storia di Israele sia un grande esempio per il mondo.

Essenzialmente è la storia di un popolo la cui risposta alla sofferenza è stata quella di andare oltre il risentimento e costruire una società straordinaria, una vibrante democrazia, un paese che ama la libertà, con una sistema giudiziario indipendente che promuove i diritti: una innovativa nazione leader mondiale nel campo delle start-up. Avete preso la memoria collettiva della persecuzione e della morte e avete costruito una società ottimista che guarda al futuro, che tiene in tale considerazione la vita umana che siete arrivati a scarcerare un migliaio di criminali e terroristi pur di salvare uno di voi. Nella famiglia delle nazioni democratiche Israele rappresenta valori che il nostro governo considera come articoli di fede, e i principi che guidano anche la nostra vita nazionale”.

Harper ha parlato con vigore contro l’antisemitismo malcelato sotto gli attacchi a Israele, conquistandosi una standing ovation da parte dei parlamentari (nella foto a fianco).
“Assistiamo da alcuni anni – ha detto – a una mutazione della vecchia malattia dell’antisemitismo, con l’emergere di un suo nuovo ceppo. Tutti noi conosciamo bene il vecchio antisemitismo. Era rozzo e ignorante e ha

portato agli orrori dei campi di sterminio. Si sa che in molti angoli bui quell’antisemitismo è ancora fra noi. Ma in gran parte del mondo occidentale quel vecchio odio è stato tradotto in un linguaggio più sofisticato ad uso della buona società: gente che non direbbe mai di odiare gli ebrei, e che mai incolperebbe gli ebrei per i guai propri e del resto del mondo, dichiara invece apertamente il proprio odio per Israele e incolpa l’unico stato ebraico di tutti i guai del Medio Oriente. Come un tempo venivano boicottati i negozi degli ebrei, così oggi alcuni leader della società civile fanno appello al boicottaggio di Israele. In alcuni campus universitari, argomenti intellettualizzanti contro le politiche israeliane mascherano a malapena le realtà sottostanti, come l’ostracismo verso gli accademici israeliani e le molestie nei confronti di studenti ebrei. E poi, cosa più vergognosa di tutte, alcuni definiscono apertamente Israele uno stato “da apartheid”. Si consideri bene quest’affermazione, si consideri la logica contorta e francamente perversa che le sta dietro: uno stato basato sulla libertà, la democrazia e lo stato di diritto, fondato perché gli ebrei possano vivere e fiorire come ebrei e trovare riparo dallo spettro del peggiore esperimento razzista della storia”.
“Israele viene condannato con un linguaggio camuffato da antirazzismo. È a dir poco disgustoso – ha detto Harper –. Ma è questo il volto del nuovo antisemitismo. Colpendo sempre e solo Israele prende di mira il popolo ebraico e cerca di rendere accettabile alle nuove generazioni il vecchio fanatismo”. “Per questo – ha concluso Harper – il Canada sarà a fianco di Israele fino in fondo”.

Più tardi, durante la conferenza stampa con Netanyahu, a una domanda sugli insediamenti Harper ha spiegato che esistono questioni su cui Canada e Israele non sono d’accordo e che non è difficile sapere qual è la posizione del Canada su tali argomenti. “Ma – ha continuato – non sono venuto qui per dare addosso a Israele, ce ne sono già abbastanza che lo fanno e non hanno bisogno di me”. Harper ha spiegato d’aver respinto gli appelli “dei palestinesi e di mezzo mondo” che lo sollecitavano a condannare Israele per la questione degli insediamenti. “Trovo curioso – ha poi aggiunto – il fatto che ieri, quando ero in visita presso i palestinesi, nessuno mi ha sollecitato a denunciare l’Autorità Palestinese per alcunché, che sia la governance o i diritti umani: mi hanno chiesto di denunciare sempre e solo Israele”.

Per la versione integrale dell’intervento di Stephen Harper alla Knesset, vedere il sito The Times of Israel http://www.timesofisrael.com/harper-tells-israel-through-fire-and-water-canada-will-stand-with-you/