“Gaza Man”. Ritirato il videogame che incita alla violenza contro Israele

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di Paolo Castellano

gazamanDopo poche ore dalla sua pubblicazione “Gaza Man” è stato ritirato “per incitazione alla violenza” dai negozi virtuali online di applicazioni per dispositivi mobili.

Questo nuovo gioco d’azione – uscito quattro giorni fa – permetteva ai giocatori di vestire i panni di un guerrigliero di Gaza e di sparare ai soldati israeliani usando diverse armi.

La sequenza d’apertura del gioco, prodotta dalla Bridgeview for Trading – un’azienda di cui non si trovano informazioni né sullo store di Google né sul web – mostra i soldati israeliani che arrestano un bambino dopo aver sparato al suo pallone da calcio e aver minacciato la madre.

I creatori del gioco, secondo quanto riportava la descrizione di Google Play, hanno chiarito che “lo scopo del gioco è di ricreare lo spirito della resistenza contro l’ingiustizia verso le giovani generazioni, e sperare che Gaza Man sia il primo sforzo per il raggiungimento di tale scopo”. Insomma, un titolo arcade di propaganda che incita ad imbracciare le armi contro Israele.

Secondo la Safa, l’agenzia stampa palestinese “I giovani della Palestina e della Giordania grazie al nuovo gioco di strategia chiamato “Gaza Man” possono ora simulare la battaglia a fianco dei sostenitori della resistenza palestinese contro i soldati Israeliani causando loro grandi perdite”.

L’articolo del Safa dedicato al videogame aggiunge: “Il gioco rappresenta una delle più importanti produzioni in termini di programmazione, produzione e marketing per rinforzare l’idea della giusta resistenza in difesa dei diritti della gente palestinese attraverso una strategia per creare virtualmente una via verso la liberazione della Palestina”.

Come riporta il Jerusalem Post, il portavoce dell’azienda Ahmed Al Darwish ha detto al Safa che «l’obiettivo del gioco, ispirato dalla recente aggressione della scorsa estate a Gaza, è di rafforzare la convinzione che difendere la propria terra sia un atto legittimo e non un’azione di terrorismo, trasmettendo ai giocatori l’idea dell’eroe palestinese».

La prova finale del gioco, secondo Darwish, conterebbe un duplice intento: “la liberazione del territorio” restituendo alla propria famiglia il bambino rapito tramite la “resistenza” e di descrivere cosa il popolo palestinese abbia passato nella sua storia.

Non è il primo titolo di questo genere. Recentemente è apparso un videogame di strategia chiamato “La liberazione della Palestina”, le cui caratteristiche di gioco sono lo scambio di prigionieri e la compravendita di armi. Lo scorso ottobre i punteggi degli attacchi sono stati persino descritti dai media arabi.

Dunque, la propaganda ideologica punta alle nuove generazioni invadendo il loro mondo virtuale fatto di divertimento. Anche l’ISIS lo scorso settembre ha riferito di essere intenzionato ad acquisire nuovi seguaci attraverso videogame violenti. Un elemento di novità nel panorama del mondo dei video giochi che conta milioni di appassionati. Ancora non è chiaro quanto questa strategia sia pericolosa per le nostre società.

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