Francia: la Comunità Ebraica piange le quattro vittime. Hollande: “Un attacco antisemita”

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Yohav Hattab, una delle quattro vittime, era figlio del grande rabbino di Tunisi

Yohav Hattab, una delle quattro vittime, era figlio del grande rabbino di Tunisi

Yoav Hattab, Philippe Braham, Yohan Cohen, François-Michel Saada: questi i nomi delle quattro vittime dell’attacco a un negozio kasher avvenuto venerdì 8 gennaio a Parigi, due giorni dopo l’assalto alla redazione del magazine Charlie Hébdo e solo un giorno dopo la sparatoria a Montrouge, in cui è morta una donna poliziotto e un altro è rimasto ferito.  Yoav Hattab, 21 anni, era figlio del gran rabbino di Tunisi, Yohan Cohen aveva 22 anni, Philippe Braham una quarantina d’anni e Francois- Michel Saada una sessantina. Fra le vittime non vi sono bambini, come invece inizialmente is era temuto, dato che nel negozio erano presenti alcuni minori (fra cui un neonato, figlio di una ragazza belga).

Stando a quanto riportano i media una delle quattro vittime, Yohan Cohen, ha cercato di rubare la pistola all’attentatore lasciata sul banco, ed è stato freddato sul colpo. Mentre Lassana Bathily, 24enne dipendente del negozio ha nascosto almeno cinque persone nella cella frigorifera. «Ho detto loro di calmarsi e di non fare rumore, perché se ci avesse scoperto ci avrebbe uccisi», ha raccontato lui stesso alla televisione francese Bfmtv. Il giovane ha poi spento la luce e l’impianto di raffreddamento e si è messo in contatto con la polizia all’esterno del negozio facilitando il blitz delle forze speciali.

L'uscita degli ostaggi dal negozio kasher

L’uscita degli ostaggi dal negozio kasher

Manifestazione in solidarietà
Il Consiglio degli ebrei francesi ha organizzato una manifestazione per sabato sera, con ritrovo alle 18.00 davanti al municipio di Saint-Mandé per poi dirigersi alle 18.30 davanti al minimarket. Intanto su Twitter, oltre all’hashtag #je suisCharlie e a quello #jesuisAhmed per il poliziotto ucciso durante all’attacco a Charlie Hebdo, si è aggiunto #jesuisjuif (sono ebreo) con decine di migliaia di tweet anche da parte di musulmani.

La Grande Sinagoga di Parigi a rue de la Victoire è rimasta chiusa per lo Shabbat dopo il doppio attacco terroristico di ieri. È la prima volta che accade dopo la seconda guerra mondiale. Neppure dopo la liberazione degli ostaggi e l’uccisione dei terroristi, il luogo di culto ebraico è stato riaperto.

François Hollande: “Un atto antisemita terrificante”
Nel discorso alla nazione, il presidente François Hollande ha definito l’attacco al negozio kasher un atto antisemita terrificante”. “Questi squilibrati non hanno nulla a che vedere con la religione musulmana”, ha quindi aggiunto. “Le minacce nei confronti della Francia non sono finite – ha detto in diretta tv il presidente francese -. Vi lancio un appello alla vigilanza, all’unità e alla mobilitazione. Usciremo da questa prova ancora più forti”, ha quindi aggiunto. Dobbiamo essere “implacabili davanti al razzismo e all’antisemitismo” e “capaci di rispondere agli attacchi con la forza ma anche con la solidarietà. Noi siamo un popolo libero, che non cede a nessuna pressione, che non ha paura, perché difendiamo un ideale più grande di noi”.

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