Dublino, hotel cancella 70 camere per una conferenza sull’antisemitismo: parte la denuncia della comunità ebraica

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di Pietro Baragiola

Un albergo di Dublino ha cancellato la prenotazione di 70 camere destinate ai partecipanti di una conferenza internazionale contro l’antisemitismo dopo aver scoperto lo scopo dell’incontro.

A denunciare l’episodio è stato Maurice Cohen, presidente del Jewish Representative Council of Ireland, durante un ricevimento organizzato martedì 13 ottobre dal ministero degli Esteri irlandese per l’apertura dei lavori dello Special Envoys and Coordinators Combating Antisemitism (SECCA), il gruppo internazionale sostenuto dal World Jewish Congress e dalla Commissione Europea.

Al centro della vicenda c’è l’Herbert Park Hotel, struttura situata nel quartiere di Ballsbridge, nella capitale irlandese. Secondo la ricostruzione di Cohen, l’albergo aveva inizialmente accettato la prenotazione delle camere per i delegati provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, salvo poi ritirare la disponibilità dopo un incontro con la direzione.

 

L’incontro con la direttrice dell’hotel

Il presidente della comunità ebraica irlandese ha raccontato al Times of Israel di aver incontrato personalmente la direttrice generale dell’hotel quando le prenotazioni erano già state confermate ma, dopo averle illustrato la natura della conferenza, avrebbe notato un improvviso cambiamento nel suo atteggiamento.

“Si è subito creata una tensione che prima non c’era” ha ricordato Cohen, aggiungendo che, poco dopo, la direttrice gli avrebbe domandato se all’incontro avrebbe partecipato anche l’esercito israeliano. “Stavamo parlando di una conferenza a Dublino sull’antisemitismo, alla quale avrebbero partecipato rappresentanti delle comunità ebraiche, diplomatici, funzionari pubblici ed esponenti governativi. Nulla di quello che avevo detto aveva minimamente a che fare con l’esercito israeliano, eppure, in qualche modo, la conversazione era arrivata proprio lì”.

A quel punto la direttrice avrebbe comunicato la necessità di consultare i proprietari della struttura per verificare se i delegati potessero effettivamente soggiornare nell’albergo. Il giorno successivo sarebbe arrivata la risposta negativa, senza ulteriori spiegazioni.

“C’è un’ironia sgradevole nell’organizzare una conferenza internazionale per discutere di antisemitismo e scoprire che, prima ancora che sia cominciata, ci si è già imbattuti in qualcosa che costringe a porsi proprio le domande per cui quella conferenza è stata ideata” ha dichiarato Cohen. “Quanto velocemente la parola ‘ebraico’ cambia una conversazione? Con quanta facilità un incontro sull’antisemitismo viene associato all’esercito israeliano?”

L’Herbert Park Hotel ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito alle accuse, mentre i delegati sono stati successivamente sistemati in un altro albergo della capitale dove la conferenza si è svolta regolarmente.

 

La denuncia della comunità ebraica irlandese

Nel suo intervento al ministero degli Esteri, Cohen ha utilizzato l’episodio per richiamare l’attenzione su una forma di antisemitismo che si manifesta attraverso “l’associazione automatica tra identità ebraica e Stato di Israele”.

“Questo è il pericolo dell’antisemitismo di oggi: non soltanto escludere gli ebrei, ma fare in modo che la loro esclusione appaia ragionevole” ha affermato il presidente della comunità ebraica irlandese. “Si comincia trattando l’identità ebraica come una prova di appartenenza politica. Si trasformano gli ebrei in rappresentanti di uno Stato straniero, gli incontri ebraici in problemi di sicurezza e i normali gesti di accoglienza in decisioni che richiedono autorizzazioni speciali”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Yoni Wieder, rabbino capo d’Irlanda, che ha sottolineato come l’Herbert Park Hotel fosse una struttura già abituata ad accogliere ospiti ebrei.

“Per quanto ne so, in passato non c’è mai stato alcun problema, quindi è particolarmente spiacevole che questo episodio riguardi proprio l’Herbert Park Hotel” ha spiegato Wieder. “Purtroppo, queste cose ormai non sorprendono più di tanto”.

 

La conferenza di tre giorni ha previsto incontri istituzionali di alto livello, tra cui un colloquio con il primo ministro irlandese Micheál Martin, visite agli uffici europei di TikTok e Meta e discussioni sulle strategie per contrastare l’antisemitismo. Tra gli obiettivi indicati figurava anche quello di ribadire l’impegno dell’Irlanda nei confronti della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).

L’intero episodio dell’Herbert Park Hotel si inserisce in un clima di crescente preoccupazione per la sicurezza della comunità ebraica irlandese, composta da circa 2.200 persone. Secondo i dati citati da Cohen, tra luglio 2025 e gennaio 2026 sarebbero stati registrati 143 episodi di antisemitismo nel Paese.

La cancellazione delle prenotazioni è così diventata uno dei temi più discussi all’apertura dell’incontro. Una controversia che, secondo i rappresentanti della comunità ebraica, mostra quanto facilmente un’iniziativa dedicata alla lotta contro l’antisemitismo possa essere associata al conflitto israelo-palestinese indipendentemente dai suoi contenuti e dai suoi partecipanti.