Da Alba Dorata ai Naziskin: l’estrema destra a Milano

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Nel clima concitato ed entusiastico delle primarie del centrosinistra, due episodi dell’area milanese che danno la misura di una estrema destra che non sta proprio a guardare. E’ della scorsa settimana la notizia – data per la verità solo da Repubblica e Libero – che alle prossime elezioni per la Regione Lombardia, fra i candidati ci saranno anche quelli del movimento Alba Dorata Italia.
Alba Dorata è il partito neonazista greco che alle ultime elezioni di giugno ha conquistato 18 seggi in Parlamento e che ora sta facendo ampia propaganda fra la popolazione in difficoltà a causa della crisi economica – la distribuzione di cibo e beni essenziali è certamente parte di questa campagna.

Ebbene, da qualche tempo, in Italia e in Lombardia in particolare si è formato un partito gemello di quello greco – dal quale ha preso sia il nome che il simbolo. Il fondatore, Alessandro Gardossi, è un triestino di 44 anni, ex esponente della Lega e militante di Forza Nuova.
Il programma con cui Alba Dorata Italia si presenterà al voto lombardo del prossimo 10 marzo si riassume in pochi essenziali punti: trasformazione della Lombardia in un Cantone – come la Catalogna; il ritiro dall’euro e il conio di una nuova moneta (sul modello del sardex.net); lotta agli immigrati; lotta alla mafia; lotta contro il potere delle banche e dei sindacati.
Il nuovo movimento ha sede già in cinque città lombarde: Milano, Lodi, Varese, Brescia, Mantova. Il candidato governatore sarà scelto fra Daniele Granata, segretario regionale della sede di Varese; Giorgo Borghesi, segretario della sede milanese e Antonio De Domenico, ex sindacalista autonomo bresciano.

Mentre quelli di Alba Dorata si preparano alle loro prime elezioni, i naziskin agiscono.
Ieri sera infatti un giovane del centro sociale O.R.So (“Officina di Resistenza Sociale” è stato accoltellato in metropolitana da due naziskin. Secondo il giovane ferito, gli assalitori apparterrebbero al gruppo degli gli Hammer Skin.
Come riportato dalle agenzia, le ferite non sono gravi e il ragazzo è stato dimesso subito dall’Ospedale dal S. Carlo. L’episodio in sè tuttavia è preoccupante e segno – semmai ce ne fosse ancora bisogno – di una tensione in atto fra i gruppi giovanili di estrema destra ed estrema sinistra.
Nel marzo del 2003, nel quartiere ticinese di Milano, Davide (“Dax”) Cesare, del centro sociale O.R.So, fu ucciso a coltellate da tre militanti di estrema destra.

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