CAIR, la lobby anti-Israele e pro-Hamas che sta conquistando l’America

Mondo

di Nathan Greppi

Ha fatto discutere la recente vittoria, alle primarie democratiche in Michigan per un seggio in Senato in vista delle elezioni di midterm, del candidato Abdul El-Sayed, noto per le sue posizioni anti-Israele. Dopo l’attentato a marzo contro una sinagoga a West Bloomfield, in Michigan, pur condannando il fatto ne ha attribuito la responsabilità all’intervento militare israeliano in Libano.

Abdul El-Sayed

Tuttavia, si è parlato molto meno del ruolo svolto dal Council on American-Islamic Relations (CAIR), una delle più importanti organizzazioni musulmane negli Stati Uniti. Questa annovera tra i suoi dirigenti in Michigan Tayeb Jukaku, il suocero di El-Sayed.

Cos’è il CAIR

Fondato nel 1994, il CAIR si presenta come un’organizzazione nata per combattere sul piano legale le discriminazioni nei confronti dei musulmani negli Stati Uniti, con iniziative volte a educare l’opinione pubblica sull’Islam e combattere l’islamofobia. Secondo una mappa che si può trovare sul loro sito, nel momento in cui scriviamo contano 32 sezioni sparse tra diversi Stati americani.

Nel corso della guerra tra Israele e Hamas, le loro attività sono finite sempre di più sotto i riflettori, principalmente per il coinvolgimento nelle manifestazioni contro Israele, tanto da mettere in atto delle campagne per difendere il “diritto di parola” degli studenti pro-Palestina nei campus universitari, nonché per il loro sostegno anche economico ai candidati vicini alle loro istanze.

Influenza politica

Nel novembre 2025, in occasione delle elezioni di New York, l’attivista palestinese-americana Linda Sarsour ha sostenuto che il CAIR fosse stato il principale finanziatore della campagna elettorale dell’attuale sindaco Zohran Mamdani. Mentre in Michigan, El-Sayed avrebbe ricevuto ingenti donazioni da parte di comitati legati al CAIR (oltre 115.000 dollari secondo Fox News, 175.000 secondo il Washington Free Beacon).

CAIR Action, il braccio politico del CAIR, non ha sostenuto né i repubblicani né i democratici durante le elezioni presidenziali del 2024, in quanto riteneva sia Donald Trump che Kamala Harris troppo vicini a Israele. Invece, ha invitato a votare Jill Stein, candidata presidente del Partito Verde e nota per le sue posizioni antisioniste. Stando all’organizzazione, la Stein sarebbe stata votata dal 53% degli elettori musulmani, contro una media nazionale inferiore allo 0,6%.

Legami con Hamas

Secondo il Jerusalem Post, tra i co-fondatori del CAIR figurano Omar Ahmad, Nihad Awad e Rafiq Jaber. Ahmad, che ne ha presieduto il consiglio direttivo dalla fondazione fino al 2005, è stato indagato dall’FBI per aver organizzato nel 1993 una conferenza a Philadelphia a sostegno di Hamas.

Alla conferenza avevano partecipato esponenti di organizzazioni dichiaratamente filo-Hamas, come la Holy Land Foundation for Relief and Development (HLF) e l’Islamic Association of Palestine (IAP). Jaber e Awad hanno lavorato anche per l’IAP, ricoprendo rispettivamente i ruoli di presidente e responsabile delle pubbliche relazioni.

Abdullah Jaber

Da presidente dell’IAP, Jaber si è rifiutato di condannare pubblicamente gli attentati suicidi, affermando: “Non credo che siamo nella posizione (per) giudicare le persone per ciò che fanno o non fanno. Perché quello che sta sul campo è diverso da quello seduto su una sedia come me qui”.

L’HLF è designata come organizzazione terroristica da parte degli Stati Uniti dal 2001, e nel 2008 cinque suoi membri sono stati condannati per aver inviato oltre 10 milioni di dollari a Hamas. Inoltre, assieme all’IAP è stata giudicata colpevole per aver fornito supporto all’organizzazione terroristica in occasione dell’omicidio di David Boim, uno studente americano di 17 anni che il 13 maggio 1996 è stato assassinato ad una fermata degli autobus vicino a Gerusalemme da membri di Hamas, a colpi d’arma da fuoco.

Boim è stato uno dei primi cittadini americani a morire per mano di Hamas. I suoi genitori, Stanley e Joyce Boim, hanno intentato una causa legale durata anni contro le organizzazioni no profit americane che avevano fornito supporto materiale ai terroristi, e nel 2004 l’HLF e l’IAP sono state condannate a pagare un risarcimento di 156 milioni di dollari. Tuttavia, il risarcimento non è stato mai pagato, perché nel frattempo le due organizzazioni si erano già sciolte.

Nel 2025 il CAIR è stato designato come organizzazioni terroristica dagli Stati del Texas e della Florida. Più di recente, l’Oklahoma ha avviato delle indagini per valutare se le loro attività rappresentano una minaccia per la sicurezza. Mentre all’estero, già nel 2014 gli Emirati Arabi Uniti hanno classificato il CAIR come gruppo terroristico a causa dei suoi legami con i Fratelli Musulmani.

Fatti recenti

Nihad Awad

Dopo il 7 ottobre 2023, Awad ha elogiato i massacri commessi da Hamas: il 24 novembre di quell’anno, ospite di un convegno a Chicago dell’associazione Americans for Muslims for Palestine (AMP), ha dichiarato che il 7 ottobre “ero felice di vedere la gente rompere l’assedio e gettare le catene della propria terra”. Ha aggiunto che “il popolo di Gaza ha il diritto all’autodifesa” mentre “Israele, in quanto potenza occupante, non ha diritto all’autodifesa”, e che “Gaza è diventata la fonte della liberazione, un’ispirazione per la gente”.

I dirigenti locali non sono meno estremi di quelli nazionali: il vicepresidente del direttivo della sezione CAIR di New York, Ibrahim Mossalam, ha twittato che le azioni di Hamas del 7 ottobre erano atti di “resistenza di uomini coraggiosi che hanno subito decenni di occupazione”. Per questo, nel novembre 2023 è stato sospeso dalla compagnia aerea United Airlines, dove lavorava come pilota.

Il direttore esecutivo della sezione CAIR di Los Angeles, Hussam Ayloush, dopo il 7 ottobre ha sostenuto che il diritto di difendersi d’Israele fosse un “mito”, e che invece “Israele dovrebbe essere attaccato”. Prima ancora, nel 2015, dopo che due jihadisti hanno fatto una strage a San Bernardino, in California, ha detto che l’Occidente era “in parte responsabile” per l’aumento del terrorismo islamico. Ma nonostante queste dichiarazioni, dopo le elezioni del 2024 Ayloush è stato accolto in Campidoglio con altri esponenti del CAIR dal deputato democratico californiano Derek Tran.

Episodi controversi si erano già verificati anche prima del 7 ottobre: Zahra Billoo, che dirige la sezione CAIR dell’area di San Francisco, è finita al centro dell’attenzione nel dicembre 2021, dopo che alla conferenza annuale dell’AMP ha affermato che oltre ai fascisti di estrema destra, ad essere responsabili per la diffusione dell’islamofobia fossero i “sionisti cortesi”, facendo rientrare in questa categoria le federazioni ebraiche americane, i centri Hillel, l’ADL e quelle che lei chiamava “sinagoghe sioniste”, aggiungendo che tutte queste istituzioni “non sono vostri amici”.

Attacchi contro gli ebrei

Ufficialmente, il CAIR ha denunciato l’antisemitismo; solo questa estate, sono usciti tre comunicati ufficiali da parte delle loro sezioni locali per condannare atti di vandalismo contro una sinagoga a Pasadena, in California, e la distribuzione di volantini antisemiti nelle località di Southfield e Berkley, in Michigan, nonché per accogliere con favore l’arresto di un uomo responsabile di minacce online contro la comunità ebraica nell’area di Pittsburgh.

Zahra Billoo

Tuttavia, a dispetto di questa linea ufficiale, il CAIR ha preso le difese della Billoo dopo i suoi attacchi contro le istituzioni ebraiche americane, sostenendo che il suo discorso era stato riportato male. Hanno aggiunto che “continueremo a schierarci orgogliosamente con Zahra e tutti i leader musulmani americani che subiscono calunnie e minacce perché osano esprimere un’opinione sui diritti umani dei palestinesi”.

In un tweet del 26 settembre 2022, Nihad Awad ha elogiato l’imam egiziano-qatariota e leader spirituale dei Fratelli Musulmani Yusuf al-Qaradawi, deceduto quel giorno, definendolo “il più influente studioso musulmano contemporaneo”.

al-Qaradawi ha difeso gli attentati suicidi della Seconda Intifada, da lui definiti “operazioni di martirio”. E nel gennaio 2009, ospite su Al Jazeera, ha dichiarato: “Nel corso della storia, Dio ha mandato loro (agli ebrei) delle persone che li punissero per la loro corruzione. L’ultima punizione fu quella di Hitler. Quello che ha fatto loro — anche se esagerano la questione — è riuscito a mettere un limite a ciò che stavano facendo. Questa fu una punizione divina nei loro confronti. La prossima volta, se Dio vuole, sarà fatto per mano dei giusti credenti”.

In almeno un caso, un ex-dipendente del CAIR è stato arrestato per crimini d’odio: è successo a Noora Shalash, dopo che nel febbraio 2025 ha aggredito un ebreo ortodosso in un edificio a Manhattan, dicendogli frasi come “Fanculo gli ebrei” e “Voglio che l’ISIS vi ammazzi tutti!”.

Alcuni esponenti dell’organizzazione sono arrivati a dire che gli israeliani non sarebbero veri ebrei. Il 14 novembre 2023 Abdullah Jaber, all’epoca direttore esecutivo della sezione CAIR della Florida, ha detto in una manifestazione nella città di Tallahassee: “Prima che qualcuno dica ‘antisemita’ […] Israele non è un seguace di Abramo, Mosé e Gesù”.

Vecchie e nuove lobby

Alcuni osservatori hanno visto nella vittoria di El-Sayed una vittoria delle attività di lobbismo del CAIR contro quelle di lobby filoisraeliane tradizionali come l’AIPAC. Tuttavia, mentre l’AIPAC agisce attraverso canali ufficiali e regolamentati dalle leggi americane, non sempre si può dire lo stesso dei suoi avversari.

Nel dicembre del 2025, un’inchiesta del Washington Free Beacon ha spiegato che CAIR Action avrebbe agito “senza le licenze, le registrazioni o l’autorità legale necessarie in nessuno dei 22 stati in cui raccoglie fondi o svolge attività politiche”, aggirando le leggi statali e federali per appoggiare i candidati e le loro campagne elettorali in maniera illegale.