Buenos Aires: la marcia silenziosa dei 400 mila contro la Kirchner

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buenos2Decine di migliaia di manifestanti – secondo la polizia addirittura 400mila – sono scesi mercoledì 20 febbraio in piazza a Buenos Aires, capitale dell’Argentina, per protestare contro la presidente Cristina Kirchner a un mese dalla morte misteriosa del magistrato Alberto Nisman, trovato cadavere, con un colpo di pistola calibro 22 alla testa, domenica 11 gennaio nel suo appartamento al 13esimo piano di un edificio nel quartiere di Peurto Madeiro.

Il Pm, nel 2004, aveva accusato la Kirchner di aver coperto, in cambio di favori commerciali, il presunto coinvolgimento di terroristi iraniani nella strage del 1994 contro l’AMIA, la mutua ebreaica di Buenos Aires, in cui furono trucidate 85 persone, e in cui rimasero ferite più di 300.

La marcia, volontariamente silenziosa, si è svolta sotto una pioggia incessante, tanto che sui social network è stata ribattezzata “marcia degli ombrelli”, dal momento che i partecipanti hanno dovuto lasciare bandiere e cartelli per portare gli ombrelli.  Tra quanti hanno sfidato il diluvio incessante che in quelle ore si abbatteva sulla capitale, le due giovani figlie di Nisman, una di 15, l’altra di 7 anni, con l’ex moglie, il giudice Sandra ArROyo Delgado, che sono state applaudite dalla gente quando riconosciute

buenosLa reazione del governo: “Marcia golpista”
Il governo ha definito “golpista” la manifestazione, che sarebbe stata organizzata da chi vuole destabilizzare l’esecutivo. In un discorso trasmesso in tv appena qualche ora prima dell’evento, la Kirchner ha anche sostenuto che le accuse di Nisman puntavano a coinvolgere il Paese nel conflitto in Medio Oriente. “Vi prego di aprire gli occhi: io non parlo di cospirazioni, ma di un mondo di interessi” geopolitici, ha detto.

 

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