Roma: contestata l’ANPI alla cerimonia per il rastrellamento del ghetto

Italia

di Nathan Greppi

La mattina di venerdì 16 ottobre, in occasione della cerimonia di commemorazione del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 da parte dei nazisti, ci sono state forti tensioni tra la comunità ebraica e l’ANPI.

Diversi ebrei romani hanno contestato l’associazione gridando “ve ne dovete andare”, “cacciateli via” e “vergogna”, accusandoli di difendere Hamas. Il deputato PD Piero Fassino è venuto loro incontro per tentare di fare da mediatore, al che uno dei manifestanti gli ha detto “lei è un amico del popolo ebraico, loro (quelli dell’ANPI, ndr) sono dei vermi”. Qualche minuto dopo, la cerimonia è ripresa, con l’arrivo del sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha depositato una corona di fiori.

In precedenza, il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun, aveva chiesto all’ANPI di non partecipare alle commemorazioni del 16 ottobre: “Chi ha contestato la presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nei cortei del 25 Aprile, chi non ha saputo difendere senza ambiguità il diritto degli ebrei e di tutti gli italiani a ricordare il contributo della Brigata Ebraica alla Liberazione, chi nelle piazze si è mostrato compiacente verso la violenza propal, non può pretendere di presentarsi da noi il 16 Ottobre come se tutto questo non significasse nulla”, aveva detto.

Fadlun aveva anche aggiunto che “non vogliamo che il dolore delle famiglie dei deportati, vivo e incancellabile soprattutto in questi giorni, venga turbato dalla presenza di chi ha assunto posizioni che consideriamo incompatibili con il rispetto dovuto alla nostra storia. L’ANPI rifletta sulle proprie responsabilità e abbia la sensibilità, se non il pudore, di fare un passo indietro”.

Il 9 settembre, l’ANPI nazionale ha aderito ad una manifestazione davanti a Montecitorio contro il DDL sull’antisemitismo, dopo che a luglio sembrava che avessero siglato un accordo con l’UCEI per garantire la partecipazione in sicurezza degli ebrei e della Brigata Ebraica al prossimo 25 aprile.

Dopo il 7 ottobre 2023 e lo scoppio della guerra tra Israele e Hamas, l’associazione ha manifestato posizioni che hanno deteriorato sempre di più i rapporti con le comunità ebraiche: nel luglio 2025, ANPI ha  organizzato nel comune di Monte Porzio Catone (in provincia di Roma) un evento pro-Palestina nel quale i relatori hanno riso del 7 ottobre e detto che gli ashkenaziti controllano le ricchezze del mondo e le guerre.

Prima ancora, nel marzo 2024 si è dimesso l’allora presidente dell’ANPI provinciale di Milano, Roberto Cenati, in quanto si era rifiutato di omologarsi alla scelta dell’ANPI nazionale di etichettare come “genocidio” quello che è successo a Gaza. Successivamente, nel giugno 2025 si è dimesso dall’associazione anche il vicepresidente della loro sezione di Parma, Rocco Rosignoli, il quale in un’intervista a Il Riformista ha accusato l’ANPI di minimizzare il problema dell’antisemitismo.

 

La dichiarazione finale di Victor Fadlun, presidente della Comunità di Roma

Ebrei di Roma, “ora fuori l’Anpi anche dalle altre celebrazioni. Non li vogliamo nelle giornate dedicate a memoria e alla lotta contro nazi-fascismo”

“Siamo riusciti a escludere l’Anpi dalle commemorazioni del 16 ottobre, ottenendone l’allontanamento. Da due giorni, come presidente della Comunità Ebraica di Roma, avevo chiesto all’Anpi di non partecipare a un dolore che appartiene alle nostre famiglie e alla nostra comunità. La loro presenza non era gradita, non si va in casa d’altri durante un lutto senza essere ben accetti. Specialmente se il dolore delle famiglie riguarda una delle pagine più dolorose della nostra storia bimillenaria, il giorno del
rastrellamento e della deportazione di 1.022 ebrei nei campi di sterminio. Soltanto sedici tornarono e nessun bambino. Non c’è dubbio che la decisione dell’Anpi, considerando le nostre prese di posizione ufficiali, sia stata una provocazione – ha precisato Fadlun -. Ed è stato giusto estrometterli dalla cerimonia, per non turbare un momento di sofferenza profonda, il dolore che si rinnova per un’immensa ferita. Non vogliamo l’Anpi – ha precisato il presidente della Cer -, non solo il 16 ottobre, ma anche nelle altre occasioni dedicate alla Memoria e alla lotta contro il nazi-fascismo – ha aggiunto Fadlun – a cui gli ebrei hanno contribuito con 2000 partigiani”. “Apprezzeremo di nuovo l’Anpi quando tornerà a essere la custode autentica della memoria e di un patrimonio ideale condiviso”, ha concluso .