Papa Francesco: “L’antisemitismo è un peccato. Gesù era ebreo”

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papa Francesco durante la sua visita al Muro del Pianto, nel maggio di quest'anno

Papa Francesco  al Muro del Pianto, durante la sua visita in Israele nel maggio di quest’anno

Questi sono giorni difficili per Papa Francesco, molto preoccupato per la situazione a Gerusalemme, i timori per la sorte dei cristiani in Iraq e in Siria, e per il futuro dell’Europa.

“Condanno ogni forma di violenza in nome di Dio”, il pontefice spiega in un’intervista esclusiva, alla domanda circa la strage nella sinagoga di Gerusalemme e l’aumento del terrorismo delle ultime settimane.

“Seguo con preoccupazione l’escalation di Gerusalemme e di altre comunità in Terra Santa, pregando per le vittime e mi appello dal profondo del mio cuore alle parti, a porre fine all’odio e alla violenza”, dice. “Costruire la pace è difficile, ma vivere senza la pace è un incubo”.

Nella sua prima ampia intervista ai media israeliani, che apparirà in questo fine settimana su Ynet, Papa Francesco dice che la minoranza cristiana nelle aree sottoposte al controllo dello Stato islamico è nelle condizioni peggiori che abbia mai dovuto affrontare in tutta la sua storia.

“In Iraq, ad esempio, gli atti barbarici sono di un orrore indescrivibile. Sono in corso persecuzioni dei cristiani più gravi rispetto ai primi tempi della Chiesa” dice. “Le grida dei cristiani, yazidi e altre comunità etniche richiedono una posizione chiara e coraggiosa, sia da parte dei leader religiosi, soprattutto musulmani, sia dei leader politici”.

Papa Francesco, leader spirituale di 1,2 miliardi di credenti, condanna anche l’antisemitismo senza mezzi termini.

“L’antisemitismo è un peccato”, dice, sottolineando che Gesù è nato e morto da Ebreo. “Non si può essere un vero cristiano se non si accettano le sue radici ebraiche. La gente deve sempre ricordare che il cristianesimo fiorì dal giudaismo”.

Il pontefice ha fatto la sua prima visita ufficiale in Israele e Territori dell’Autorità palestinese all’inizio di quest’anno, quando si è incontrato con i leader politici e religiosi di Gerusalemme e Betlemme.

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