Net@, da Ottobre arriva in Italia la rivoluzione digitale “made in Israel”

Italia

di Roberto Zadik
Da tempo in Israele l’hitech è uno de suoi settori di punta e il programma Net@ lo dimostra ampiamente. Infatti questo progetto, che nello Stato ebraico sta riscuotendo grande successo  avendo già formato 5000 professionisti nei suoi otto anni di vita, dal 5 ottobre arriva anche a Milano e in Italia, promosso da Keren Hayesod in collaborazione con la Fondazione Appleseeds e la Comunità ebraica e verrà inaugurato in quella data presso le scuole della Comunità ebraica milanese.

Tecnologia, “digitalizzazione”e nuove opportunità professionali sono le parole d’ordine di questa importante iniziativa con corsi di formazione tecnologica e sul web mirati a creare nuove opportunità professionali e a “digitalizzare” sempre di più la società colmando barriere sociali e etniche. Essa è stata presentata il 28 settembre presso l’Hotel Gran Rosa di Piazza Fontana in una tavola rotonda alla quale hanno partecipato varie personalità.

Primi fra tutti il presidente del Keren Hayesod Andrea Jarach e il CEO della Appleseeds  Academy Dafna Gaber Lipschitz, i due protagonisti, promotori e sostenitori di questa iniziativa importante e  in Italia e in Israele che hanno spiegato dettagliatamente il progetto sottolineando le affinità fra i due Paesi e la volontà di diffonderlo, non solo nel capoluogo lombardo ma anche sul territorio italiano e nel mondo, seguiti dal presidente della Comunità ebraica Milo Hasbani e da altri relatori.

La “nuova avventura italiana” di Net@, stando a Andrea Jarach e a Milo Hasbani, partirà il prossimo 5 ottobre, dai locali comunitari e a questo proposito egli ha espresso grande soddisfazione nel cominciare proprio dalla Comunità e dalla scuola ebraica. All’incontro oltre a Andrea Jarach e a Carmel Luzzatti del KH, a Milo Hasbani e a Dafna Gaber hanno partecipato vari ospiti come il vicepresidente comunitario Antonella Musatti, il presidente del Memoriale della Shoah Roberto Jarach, Guido Jarach della Fondazione Scuola,  Bruno Dapei direttore generale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, Marina Verderajme presidente di Job Farm, Adrian Weiss il presidente di Svizzera Israele e dell’Associazione Svizzera delle Start Up, Gabriele Grego CEO di Quintessential Management Capital.

In cosa consiste Net@?

Si tratta di un vero e proprio progetto di educazione e di formazione digitale e tecnologica rivolto a giovani e agli appartenenti alle fasce sociali più deboli e isolate per permetterli di sviluppare competenze informatiche a ottimi livelli agevolandone l’ingresso in un mondo del lavoro sempre più tecnologico e competitivo.

A questo proposito Dafna Gaber ha sottolineato quanto la sua Appleseeds Academy stia lavorando per “colmare i dislivelli etnici e sociali, mettendo in comunicazione giovani ebrei, cristiani e musulmani e chi vive nelle periferie, creando un sistema educativo efficiente e qualificante e formando ragazzi, professionisti e chi sta cercando lavoro instaurando collegamenti con aziende e opportunità a vari livelli”. Il progetto come ha spiegato Dafna Gaber si suddivide in varie iniziative, da Net@ prevalentemente rivolto ai giovani, per arrivare a Seeds, indirizzato a persone dai 18 ai 25 anni che con questi corsi possono lanciarsi nell’apertura di nuove start up, a Startech che invece collega tecnologie e mondo del lavoro creando scuole che trattino di temi di grade attualità come la Cyber Security.

Fra i corsi principali ci sono i Bootcamp volti a formare tecnologicamente e a livello informatico persone in cerca di lavoro attraverso corsi da 3 ai 6 mesi. “Dopo la Silicon Valley in America, Israele è il Paese col più elevato numero di start up e la conoscenza del web e del linguaggio dei computer è diventata una priorità” ha detto la CEO di Appleseeds “per questo la nostra Fondazione la Appleseeds ha deciso di creare un’opportunità tecnologica per tutti quanti”. “Noi ci occupiamo di educare la gente al digitale, avvicinando al web anche minoranze e classi sociali molto svantaggiate, tentando di mettere in comunicazione tutte le etnie, anche le più divise fra loro e instaurando una positiva e cooperativa coesistenza fra arabi, beduini o ebrei ortodossi”.

A questo proposito nel suo intervento Dafna Gaber ha ricordato: “sono nata a Rishon Le Zion in una famiglia religiosa e penso alla grande divisione con gli arabi e all’assenza totale di dialogo fra noi”. Dunque Net@ rappresenta una straordinaria occasione da vari punti di vista: lavorativo, economico e sociale prevedendo ora il coinvolgimento di grandi aziende italiane dell’hitech da Microsoft a Cisco, da Amazon alle tantissime altre realtà italiane leader nel mondo e sempre alla ricerca di personale preparato.

Come hanno evidenziato, da parte italiana, Andrea Jarach e in seguito Milo Hasbani ci sarà un grande lavoro da fare qui a Milano e il Keren Hayesod e la Comunità ebraica saranno i due enti “pilota” di un progetto estremamente imponente e bisognerà prendere accordi con le istituzioni, il Comune e la Regione e le varie strutture pubbliche per avviare l’iniziativa e renderla operativa nei prossimi mesi sia nelle scuole che fra la gente comune, dai giovani agli adulti. Soddisfatto il presidente Milo Hasbani ha messo in luce come “tutto questo sia stato un miracolo realizzato in poco tempo, un vero miracolo nato in collaborazione con la Sochnut, Agenzia ebraica per Israele e saremo la prima comunità fuori da Israele a cominciare con questo progetto”.

Informatizzazione a tutti i livelli, innovazione e proposte e corsi per gli studenti della scuola ebraica e poi “rivolti anche a Milano e alla cittadinanza” ha ricordato il presidente della Comunità milanese “in un progetto che speriamo continui serenamente per i prossimi 4 anni”. Riguardo al mondo del lavoro anche  Marina Verderajme ha confermato l’importanza di Net@ specialmente “per le generazioni dai 18 ai 32 anni con le quali quotidianamente lavoriamo e necessitano di essere formate in questo senso per entrare più facilmente nel mondo del lavoro”. Corsi e formazione in prima fila e come ha concluso Dafna Gaber “dobbiamo puntare molto sulle scuole e abbiamo insegnanti giovani e carismatici che dovranno sfidare un sistema scolastico spesso molto tradizionale portando energia e innovazione”.

(Nella foto un’immagine del concerto del 29 settembre all’Auditorium di Milano per il progetto Net@).

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