Milano: vandalizzato il murale di aleXsandro Palombo dedicato a Primo Levi

Italia

di R.I.
«In un clima in cui l’ostilità viene normalizzata, ogni attacco alla memoria diventa un avvertimento. E ogni volta che qualcuno tenta di cancellare il volto di chi ha pagato il prezzo dell’intolleranza e della disumanizzazione, abbiamo il dovere civile di renderlo ancora più visibile», ha dichiarato l’artista.

A pochi giorni dalla sua comparsa è stato vandalizzato il murale dedicato a Primo Levi, realizzato da aleXsandro Palombo per il Giorno della Memoria. L’opera, intitolata “Memory Is No Longer Enough”, è visibile sulla parete della Caserma Montello di Milano e ritrae Levi e Anna Frank seduti a terra in uniforme da deportati di Auschwitz, con lo sguardo rivolto a un cielo di stelle gialle, le stesse che gli ebrei erano costretti a portare cucite sugli abiti. Quel firmamento, trasformato dall’artista in un cielo della memoria, richiama i sei milioni di vittime del genocidio nazista.

Il volto di Primo Levi è stato sfregiato, una violenza che colpisce simbolicamente la sua testimonianza e il valore civile che rappresenta.

A sinistra, il murale prima e, a destra, dopo lo sfregio

L’artista aleXsandro Palombo ha commentato:
«Le parole di Primo Levi, che ci ha ammoniti ricordando che “ciò che è accaduto può accadere di nuovo”, risuonano oggi con una forza drammatica. Lo sfregio compiuto non è un gesto isolato, ma il segnale di un fanatismo che corrode la libertà e avanza senza incontrare resistenze, mentre la memoria collettiva si assottiglia. In un clima in cui l’ostilità viene normalizzata, ogni attacco alla memoria diventa un avvertimento. E ogni volta che qualcuno tenta di cancellare il volto di chi ha pagato il prezzo dell’intolleranza e della disumanizzazione, abbiamo il dovere civile di renderlo ancora più visibile.»

Il nuovo murale era stato creato proprio sul muro dove nel 2025 erano stati deturpati i ritratti di Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck. In quell’occasione erano apparse svastiche, le stelle di David erano state cancellate e una grande scritta “Israeliani nazisti” occupava la parete. L’artista è intervenuto recentemente ripulendo la superficie, eliminando l’insulto antiebraico e creando una nuova composizione con il ritratto di Primo Levi, che trasformava il precedente sfregio in un gesto di denuncia pubblica.

Nel 2025 il Museo della Shoah di Roma ha acquisito nella sua collezione d’arte permanente alcune importanti opere di aleXsandro Palombo dedicate ai testimoni della Shoah Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, oggi esposte davanti al Portico d’Ottavia e inserite nel proprio percorso di memoria pubblica.

I suoi interventi dedicati alla memoria dell’Olocauto riportano l’attenzione pubblica sulla fragilità del ricordo e sulla responsabilità di custodirlo. Attraverso il linguaggio dell’arte, Palombo trasforma lo spazio pubblico in un luogo di consapevolezza collettiva, riaffermando il valore della testimonianza e il dovere di non distogliere lo sguardo.