L’Italia al voto? Da paura…

Fra i media israeliani in lingua inglese che domenica 24 febbraio hanno dato un certo spazio alle elezioni italiane, c’è – unico – The Times of Israel, che come molti  altri giornali e siti internazionali hanno ripreso il lungo articolo diffuso dall’agenzia di stampa Associated Press: “Italians go to the polls in parliamentary elections”. Un articolo che vale la pena di leggere più che per le previsioni di vittoria e sconfitta degli uni e degli altri, per l’immagine dell’Italia, della politica e dei politici italiani, che ne emerge.

“L’Italia – si legge all’inizio dell’articolo – manterrà la rotta delle dolorose riforme economiche, oppure ricadrà nel vecchio ‘abito’ dell’inerzia e della dissolutezza?”. La domanda è importante perchè, scrivono i due autori, Colleen Barry e Victor L. Simpson, il voto di domenica e lunedì “deciderà il futuro di una delle più grandi economie d’Europa”. “I paesi dell’UE e gli investitori seguono con attenzione queste elezioni, in quanto le misure che l’Italia prenderà nei prossimi mesi avranno grande impatto sulle scelte europee in merito alla crisi finanziaria”.

In testa ai sondaggi, si legge, c’è Pier Luigi Bersani, “un ex comunista che ha dimostrato una vena pragmatica nel sostenere le difficili riforme economiche di Mario Monti”. Alle sue spalle, Silvio Berlusconi, “il miliardario magnate dei media alla ricerca di un improbabile ritorno politico dopo essere stato costretto a dimettersi dalla premiership a causa della crisi del debito”. Quanto a Monti, si legge ancora, “mentre ha l’ampio merito di aver salvato l’Italia dalla rovina finanziaria, esce male dalla campagna elettorale poichè paga il prezzo delle sofferenze causate dalle misure di austerità”.

“Poi c’è il jolly: il comico prestato alla politica, Beppe Grillo, il cui movimento di protesta contro la classe politica tradizionale ha attirato decine di migliaia di persone alle manifestazioni di piazza di tutta Italia. Se la sua sedicente politica “tsunami” entrerà con forza in Parlamento con una grossa fetta di seggi, l’Italia potrebbe riservare un lungo periodo di confusione e spaventare i mercati”.

“Come uomo di sinistra, Bersani ha dimostrato di avere una sorprendente quantità di punti in comune con il centro-destra di Monti – e i due hanno accennato alla possibilità di collaborare in una coalizione. Bersani è stato il più fedele sostenitore di Monti in Parlamento durante il mandato del rispettato economista alla testa di un governo tecnocratico.” in passato si legge ancora, Bersani, come ministro, “ha combattuto per liberalizzare certe aree dell’economia come l’energia, le assicurazioni e i servizi bancari”.
Secondo Eoin Ryan, analista della IHS Global Insight, “formare un governo con un’alleanza parlamentare stabile sarà difficile. “Una ondata di sostegno per il partito anti-austerità sta aumentando le probabilità di un risultato elettorale incerto e di un’instabilità politica post-elettorale”.

Un altro fattore di incertezza che pesa sul voto, secondo gli osservatori stranieri, è il calo, previsto dagli esperti, dell’affluenza alle urne.

Quanto a Berlusconi, sembrano soprattutto i mercati finanziari i più preoccupati di un suo possibile ritorno – cosa che negli ultimi vent’anni ha dimostrato più volte di saper fare. La strategia che questa voltas gli ha permesso di tornare ad essere uno dei concorrenti più quotati di queste elezioni, è stata semplice: “soddisfare le masse lanciando in giro contanti”. “Berlusconi ha promesso di restituire una tassa impopolare come quella sulla casa di proprietà, imposta da Monti nel quadro delle misure di austerità. Anche l’acquisto dell’attaccante Mario Balotelli per la sua squadra di calcio, è stato visto da molti come uno stratagemma per comprare voti. Berlusconi ha anche fatto appello all’Italia di destra lodando l’ex dittatore fascista Benito Mussolini nel corso di una cerimonia di commemorazione delle vittime dell’Olocausto”.

I sondaggi più recenti mostrerebbero Bersani in testa con il 33% dei voti; Berlusconi con la Lega Nord populista attorno al 28%. Il MoVimento 5 Stelle potrebbe essere il terza partito con un 17% per cento di sostegno, mentre la coalizione centrista di Monti sarebbe attorno al 13% . Il sondaggio è stato svolto da COESIS su 6.212 intervistati, ed ha un margine di errore, più o meno, dell’ 1,2 per cento.

Il sondaggista Renato Mannheimer viene citato nell’articolo di AP, per la dichiarazione sulla preoccupazione delle banche straniere di fronte ad un possibile ritorno di Berlusconi: “cercano di valutare se tenere o vendere titoli di stato italiani”.

E infatti, nei giorni scorsi, l’incertezza circa l’esito del voto ha spinto al ribasso la Borsa di Milano: gli investitori temono che l’Italia possa fare marcia indietro rispetto alle riforme introdotte da Monti per tirare il paese fuori dalla recessione.

Mannheimer ha detto che molti elettori indecisi – circa un terzo dell’elettorato totale -si identificano con il centro-destra, e potrebbero aiutare Berlusconi. Secondo Mannheimer il voto degli indecisi potrebbe cadere pesantemente anche sul movimento di protesta di Grillo.

L’analista Nicholas Spiro ha detto che queste elezioni “consegneranno il verdetto più importante sulle politiche di austerità della zona dell’euro degli ultimi tre anni.”
Ma Spiro, per il dopo voto, si aspetta un periodo di instabilità: “Una vittoria a sorpresa di Berlusconi potrebbe essere uno scenario da incubo per i mercati “, ha detto; “ma la prospettiva di un governo di coalizione fra Bersani e Monti – che è ancora l’esito più probabile, a nostro avviso – è poco incoraggiante “