È morto Rav Elio Toaff: il ricordo di Rav Laras

Italia

Elio-toaff-papa-wojtilaL’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff è morto domenica 19 aprile a Roma. Avrebbe compiuto a fine aprile 100 anni. È considerato in modo unanime una delle massime autorità spirituali e morali ebraiche dell’Italia nel secondo dopoguerra.

Storico l’incontro di Toaff con Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma. I funerali dell’ex rabbino capo di Roma dovrebbero svolgersi lunedì 20 aprile pomeriggio a Livorno.

Elio Toaff era nato a Livorno il 30 aprile del 1915 e fu avviato agli studi rabbinici dal padre Alfredo Toaff, rabbino della città.  L’anno scorso la Comunità ebraica di Roma aveva organizzato una grande festa in occasione del suo 99 compleanno.

“Un pensiero carico di gratitudine e affetto per il rabbino Elio Toaff, grandissimo italiano e uomo simbolo della comunità ebraica”. Lo scrive su Twitter il premier Matteo Renzi, dopo aver appreso la notizia della morte di Toaff.

«Un grande della storia, un gigante». Così il presidente della comunità ebraica romana Riccardo Pacifici ha definito l’ex rabbino capo di Roma Elio Toaff morto stasera. «Un uomo che ha fatto la resistenza e ha ridato orgoglio alle nostre comunità. Un uomo del risorgimento ebraico romano ed italiano», ha aggiunto Pacifici.

 

IN MEMORIA DEL NOSTRO MAESTRO RAV ELIO TOAFF z.tz.l.

Per la sua età e per il suo passato era il simbolo amato e rispettato dell’Ebraismo Italiano.

La sua lunga esistenza lo ha visto protagonista inconfondibile di non pochi momenti tragici della nostra storia nazionale, in cui seppe, con autorevolezza e con coraggio, condannare la violenza dei malvagi e consolare le vittime innocenti del terrorismo.

La sua figura carismatica e determinata ne ha fatto un padre per l’Ebraismo Italiano.

Come Direttore del Collegio Rabbinico Italiano, impartì a lungo lezioni di Torah e di comportamento etico, eseguendo con spontaneità e rigore il compito essenziale di un Maestro di Israele.

Ma il suo nome rimane, in particolare, strettamente legato al Dialogo con la Chiesa Cattolica, che, con la visita di Giovanni Paolo II nel Tempio Maggiore di Roma nell’aprile 1986, prese slancio e vigore, riequilibrando un giudizio fino ad allora fortemente critico su un re-incontro tra ebrei e cristiani.

In questo momento di commiato dal mondo terreno, desidero esprimere ai familiari la mia partecipazione sincera e commossa al lutto; e alla Comunità di Roma, come Istituzione e come singole individualità, la mia più viva condivisione del dolore, nella persuasione che una buona semina non può non dare un buon raccolto!

Sono altresì profondamente persuaso che il modo migliore per ricordare un Maestro di Israele e mantenere vivo il suo insegnamento sia quello, per ciascuno di noi, di studiare Torah e di animare costruttivamente e proficuamente la plurimillenaria Tradizione spirituale e morale dell’Ebraismo Italiano, avvicinandosi sempre più ad essa.

Tihyè Nishmahtò Tzerurah bitzròr ha-Hayyìm!

 

Rav Prof. Giuseppe LARAS
Av Beth Din

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