Al via il Memoriale della Shoah

Renderlo fruibile al pubblico per il Giorno della Memoria 2013. Questo era l’obiettivo da raggiungere, la vera scommessa. E così è stato, un ambiente aperto, parzialmente, e con il piano terra interamente completato. Per il sotterraneo ci sarà da attendere, mancano ancora auditorium e biblioteca, di cui esiste solo lo scheletro della struttura portante». Così spiega Roberto Jarach, vice Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah, visibilmente soddisfatto di essere riuscito a ultimare la fase dei lavori del piano terra.

Prossimo step, allestire tutta la parte multimediale, non solo in termini di supporto al visitatore ma anche di connessione con le strutture internazionali che si occupano di Shoah e di argomementi analoghi. Sono stati spesi, per la prima tranche di lavori, circa un milione di euro. Dopo questo primo obiettivo raggiunto, mancherebbero ancora due milioni di euro per ultimare il tutto.

Come si presenta questa prima tranche di lavori? Finita nelle strutture edilizie: muratura, serramenti rifatti, pavimenti col riscaldamento a serpentina, un locale di più di 5 mila metri pronto per essere arredato e completo negli impianti e nell’illuminazione. Unico elemento aggiuntivo rispetto alla struttura originaria, completato, è il luogo di riflessione, ovvero l’ambiente chiuso ideato sulla falsariga di altre realizzazioni similari e pensato proprio per il raccoglimento e la meditazione, per poter chiudere gli occhi e abbandonarsi al ricordo.

Di ultimato ci sono i quattro vagoni dell’epoca, esattamente quelli su cui avvennero le deportazioni degli ebrei dall’Italia: due di questi vagoni saranno fruibili e attraversabili. Sulla banchina del secondo binario vengono inserite, incastonate sul pavimento, delle piastre con le date e le destinazioni di tutti i convogli partiti da qui verso i campi, tra il 1944 e il 1945. «È importante ricordare che da qui partivano sia gli ebrei -verso i campi di sterminio-, che i deportati politici -verso i campi di prigionia del nord Europa. Ma non dimentichiamoci che questo, in ultima analisi, è -e deve restare-, il Memoriale della Shoah: ovvero dedicato al ricordo del progetto di eliminazione totale degli ebrei d’Europa», aggiunge Roberto Jarach.

Sulla parete frontale del secondo binario è stata realizzata una installazione temporanea con un grande schermo sul quale verranno proiettati gli elenchi dei nomi dei passeggeri dei due treni diretti ad Auschwitz, partiti da quei binari. L’esterno è stato valorizzato dalla pulizia della facciata da parte delle Ferrovie dello Stato, ed è stata realizzata una piazza in ricordo di Edmond J.Safra, banchiere e filantropo vissuto a Milano nei primi anni Cinquanta. La Fondazione Safra, per volontà della vedova Lily, ha contribuito al finanziamento dei lavori del Memoriale.

Anche il Comune di Milano ha fatto la sua parte: tutto il “remake” dell’area e la riqualificazione della via Ferranti Aporti è sua.

Un progetto importante questo, non solo a livello simbolico. Il Memoriale farà di Milano un importante polo di scambio e di dibattito, non solo storico, sul passato e sul futuro dell’Italia. Conquistati dall’importanza e dal valore morale dell’intero progetto, molti milanesi hanno aderito, facendo importanti donazioni.