Unesco: approvata una seconda risoluzione su Gerusalemme. Netanyahu: “Il teatro dell’assurdo continua”

Israele

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gerusalemmeIl comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco ha approvato oggi una risoluzione che nega nuovamente il legame millenario tra gli ebrei e i luoghi sacri di Gerusalemme. Il voto si è svolto a scrutinio secreto: 10 a favore, due contrari e otto astenuti. Il premier Benyamin Netanyahu ha richiamato per consultazioni l’ambasciatore israeliano all’Unesco Carmel Shama Cohen per protesta contro la risoluzione.

Il testo approvato fa riferimento ai luoghi sacri di Gerusalemme con la sola denominazione musulmana e denuncia i “danni materiali” perpetrati da Israele, come già nelle precedente risoluzione adottata la settimana scorsa dall’Unesco. Gli attuali 21 membri del comitato sono: Angola, Azerbaigian, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazakistan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Repubblica di Corea, Tanzania, Tunisia, Turchia, Vietnam, Zimbabwe.

Obiettivo del comitato è concedere un’assistenza finanziaria in funzione delle richieste degli Stati membri ed esaminare, tra l’altro, lo stato dei siti iscritti al patrimonio mondiale. In questi ultimi giorni il ministero degli Esteri israeliano aveva moltiplicato le missioni diplomatiche per ottenere che i 21 membri votassero contro la risoluzione.

Il teatro dell’assurdo continua – ha dichiarato Beniamin Netanyahu in un comunicato stampa -. Per questo ho deciso di richiamare il nostro ambasciatore all’Unesco per consultazioni e decideremo insieme delle misure da prendere nei confronti di questa organizzazione”. E lo stesso ambasciatore Shama Cohen – che dopo la risoluzione ha pronunciato un discorso, buttando il testo nel cestino –, come riporta i24news, ha dichiarato alla radio israeliana che si sta studiando la possibilità di rompere le relazioni con l’Unesco.

Il portavoce del ministero degli esteri Emmanuel Nahshon ha inoltre definito il documento “spazzatura” sottolineando che “giustamente l’ambasciatore israeliano nell’organismo ne ha gettato il testo nel bidone dell’ immondizia”. “Lunga vita – ha concluso – a Gerusalemme ebraica”.

E il presidente della Knesset (Parlamento) Yuli Edelstein in una lettera al Segretario di Stato vaticano Cardinale Parolin chiede l’intervento della Santa Sede. La Risoluzione, afferma, è “un affronto per i cristiani e per gli ebrei” ed il Vaticano dovrebbe “usare i suoi migliori uffici per impedire il ripetersi di questi sviluppi di questo tipo”.

“Se le stesse proposte ci saranno ripresentate ad aprile – ha commentato il ministro degli Esteri Gentiloni al Question time – il governo italiano passerà dall’astensione al voto contrario”. “La risoluzione – ha spiegato il ministro – si ripropone due volte l’anno dal 2010. Dal 2014 contiene le formulazioni che negano le radici ebraiche del Monte del Tempio”.

Per il responsabile della Farnesina bisogna “lavorare affinché l’Unesco faccia l’Unesco. Non c’e’ dubbio che si tratti di una delle organizzazioni Onu che ha un ruolo importante, soprattutto per noi che abbiamo molti siti patrimonio umanità. Ma non si può accettare l’idea che invece di concentrarsi sul patrimonio culturale diventi cassa di risonanza di tensioni politiche”.

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