foto netanyahu con la mascherina

Sondaggio sul Covid-19 in Israele. Gli israeliani delusi da Netanyahu

di Paolo Castellano
Benjamin Netanyahu, attuale premier d’Israele, sta perdendo consenso a causa dell’ondata di ritorno del Covid-19 nello Stato ebraico che potrebbe costringere gli israeliani a sperimentare di nuovo il lock-down e a vivere nell’incertezza economica. A registrare il sentimento del popolo israeliano un sondaggio pubblicato il 14 luglio e realizzato al telefono e su Internet dal Guttman Center for Public Opinion and Policy Research presso l’Israel Democracy Institute.

Come riporta The Times of Israel, dal campione rappresentativo delle diverse realtà sociali della cittadinanza israeliana emerge chiaramente un sentimento comune: la fiducia degli israeliani nei confronti di Netanyahu e dell’attuale ministro della Sanità Yuli Edelstein è “drasticamente diminuita”.

Il 29,5% degli intervistati ha detto di avere fiducia nell’operato di Netanyahu per sconfiggere il Coronavirus. Percentuale in calo, rispetto al 47% di un mese fa e al 57,5% di inizio aprile. Si è abbassato anche il gradimento sui ministeri dell’Economia e della Sanità. Il 27% appoggia il ministro Edelstein e di conseguenza crolla l’ottimismo sugli esperti di medicina, dal 64% al 40%. Anche per il settore economico le cose non vanno bene perché soltanto il 23% degli israeliani intervistati si fida degli economisti al governo.

Insomma, il sondaggio indica che il 75% del campione ha espresso commenti negativi sulla gestione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 in Israele. I ricercatori hanno poi elencato sei parole agli intervistati per descrivere la loro opinione sull’operato del governo durante la crisi. Il 45% ha scelto il termine “delusione”, il 22,5% “arrabbiato”, e il 7% “alienazione”. Tuttavia, ci sono state persone che hanno dimostrato positività. Il 15% ha selezionato termini incoraggianti come “soddisfazione” (7%) e “orgoglio” (1%).

Il sondaggio dell’IDI è stato condotto sulla Rete e per telefono tra il 9 e 12 luglio. I ricercatori hanno selezionato un campione da intervistare composto da 621 israeliani, uomini e donne che parlano l’ebraico, e da 156 cittadini di origine araba. Il centro di ricerca universitario ha dichiarato che il margine di errore è del 3,7%.

Ricordiamo che proprio qualche giorno fa si è tenuta a Tel Aviv una manifestazione contro il modo in cui il governo Netanyahu ha gestito l’emergenza sanitaria.

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