di Nina Prenda
Il brano con cui Noam Bettan rappresenterà Israele sarà selezionato internamente da una commissione professionale. Secondo le prime indiscrezioni, la canzone includerà testi in ebraico, inglese e francese, riflettendo il background multiculturale dell’artista e una strategia pensata per parlare a un pubblico europeo ampio.
Israele ha trovato il nome che rappresenterà lo Stato ebraico alla competizione canora Eurovision 2026 di Vienna, in programmazione dal 12 al 16 maggio: Noam Bettan, vincitore del programma “HaKokhav Haba” (“The Next Star”). Il cantante è nato nel 1998, ha 27 anni, ed è cresciuto a Ra’anana, in Israele, da genitori francesi che avevano vissuto nella città francese di Grenoble prima di immigrare in Israele con i loro due figli maggiori. Bettan stesso è nato in Israele e parla francese oltre all’ebraico e all’inglese.
Nel 2018, ha gareggiato in un altro reality show musicale, Aviv o Eyal, dove è arrivato terzo. Come cantautore, Bettan scrive la maggior parte delle sue canzoni. Nel 2021, ha pubblicato il suo primo singolo e canzoni come “Buba” e “Madam”. Dieci anni fa, quando aveva solo 16 o 17 anni, Bettan ha fatto un provino per The Next Star ma non è riuscito a passare.
Il brano con cui Noam Bettan rappresenterà Israele sarà selezionato internamente da una commissione professionale. Secondo le prime indiscrezioni, la canzone includerà testi in ebraico, inglese e francese, riflettendo il background multiculturale dell’artista e una strategia pensata per parlare a un pubblico europeo ampio.
Al sapere di rappresentare Israele all’Eurovision, la reazione di Noam Bettan è stata colma di gioia, emozione e gratitudine. “Sono così emozionato!”, ha detto. “Che incredibile onore rappresentare il Paese ed essere la voce del nostro popolo su un palcoscenico così grande. Grazie per la vostra fiducia e il vostro amore! Grazie per avermi scelto! Prometto di dare il mio tutto al prossimo Eurovision in Austria”.
Israele verso l’Eurovision 2026
L’EBU ha confermato la partecipazione di Israele a fine 2025, ponendo fine ad una lunga polemica che ha visto l’unione spaccarsi su due fronti con diversi Paesi che ne chiedevano l’esclusione alla luce dell’azione militare israeliana nella Striscia di Gaza in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.
Altri paesi, tra cui l’Austria, padrona di casa, difendevano invece il diritto di Israele a partecipare in quanto l’emittente KAN ha mantenuto, e mantiene tuttora, la sua indipendenza dal governo, non violando così le norme europee. L’EBU inoltre ha approvato un pacchetto di modifiche al regolamento che introduce un limite al fenomeno delle campagne promozionali. Tuttavia la decisione di ammettere Israele in gara ha portato al ritiro di altri cinque Paesi (Spagna, Paesi Bassi, Slovenia, Islanda e Irlanda).



