L’Isis lancia quattro razzi su Eilat dal Sinai e ne minaccia altri. Per Israele si apre un nuovo fronte di guerra?

Israele

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“Un numero di razzi è stato lanciato su dei centri ebraici a Eilat, conosciuta come Umm Rashrash. Gli ebrei e i Crociati dovrebbero sapere che la Guerra degli apostoli non li salverà in alcun caso. Il futuro sarà ancora più calamitoso, a Dio piacendo”. Queste le parole con cui l’Isis ha rivendicato il lancio di 4 razzi dal Sinai su Eilat durante la notte di  mercoledì 8 febbraio. Tre dei quattro razzi sono stati intercettati dal sistema di protezione israeliano, Iron Dome, mentre il quarto è caduto in una zona deserta. Non ci sono né morti né feriti, anche se gli abitanti si sono spaventati molto.

Eilat si trova al confine con la Giordania e l’Egitto, vicinissima alla Penisola del Sinai, dove opera Ansar Bait al-Maqdis, la branca egiziana dell’Isis, che ha rivendicato l’attacco, il primo di questo genere. Si tratta infatti della prima volta che l’Isis colpisce direttamente il suolo israeliano dal Sinai e per Israele si apre un nuovo scenario pericoloso.

L’ultima volta che Eilat era stata colpita da dei razzi era nel 2014, durante l’Operazione Scudo di protezione, nel luglio del 2014. Due missili riuscirono a  raggiungere il centro della città, uno dei quali arrivò vicino a un hotel. 10 persone rimasero ferite e 13 rimasero sotto shock.

Nelle prime ore del mattino, Hamas ha dichiarato che due palestinesi sono rimasti uccisi in un attacco dell’esercito israeliano a Rafiah, nella striscia di Gaza, solo due ore dopo il lancio dei missili dal Sinai. Israele però sostiene che sia stato il governo egiziano per colpire i tunnel costruiti da Gaza al Sinai, operazione che sta conducendo da anni in tutta la penisola del Sinai.

 

 

 

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