di Anna Balestrieri
Più di 100 israeliani abitanti degli insediamenti si sono scontrati nelle prime ore di martedì con soldati dell’IDF e agenti della polizia di frontiera nei pressi del villaggio palestinese di Jalud, in Giudea e Samaria. Negli scontri sono rimasti lievemente feriti tre agenti della polizia di frontiera e un veicolo delle forze di sicurezza è stato danneggiato. Secondo l’IDF, i manifestanti hanno bloccato le strade, dato fuoco a pneumatici e lanciato pietre contro le forze di sicurezza, oltre ad aver incendiato strutture, veicoli e altri beni di proprietà palestinese.
Il caso di Jalud
Secondo quanto riferito dall’esercito, la protesta era volta a impedire il ritorno nelle proprie abitazioni di una famiglia palestinese di Jalud. Il rientro era stato organizzato dopo che i membri della famiglia avevano lasciato il villaggio in seguito a precedenti attacchi attribuiti a coloni estremisti. Il tentativo di rientro non è stato completato a causa degli scontri.
Il rientro era stato disposto nell’ambito di una decisione della Corte Suprema israeliana del 6 settembre. I giudici avevano ordinato alle autorità di organizzare entro 14 giorni il ritorno nelle loro case di tre ricorrenti palestinesi e delle rispettive famiglie, prevedendo la protezione dell’IDF e della polizia. L’ordinanza consentiva inoltre alle famiglie di introdurre nel villaggio i materiali necessari per riparare le abitazioni e ripristinare i servizi di acqua ed elettricità.
La vicenda è collegata a un avamposto israeliano non autorizzato, Givat Hatzmabarim, istituito nei pressi di Jalud nell’aprile scorso. Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento giudiziario, due dei ricorrenti e le loro famiglie avevano lasciato le proprie abitazioni nel luglio successivo a quello che la Corte aveva definito un assedio protratto nel tempo. I giudici avevano rilevato che le misure adottate dalle autorità non avevano prodotto un’applicazione efficace della legge, nonostante fossero disponibili elementi identificativi, registrazioni dei veicoli e un’ampia documentazione fotografica.
Durante gli scontri, le forze israeliane hanno utilizzato strumenti per il controllo delle sommosse e arrestato due persone, successivamente trasferite al distretto di polizia di Giudea e Samaria per essere interrogate. Gli investigatori della polizia e gli esperti della scientifica avrebbero dovuto raggiungere successivamente l’area, sotto protezione dell’IDF, per raccogliere prove e testimonianze.
L’IDF ha condannato gli episodi, sottolineando che qualsiasi violenza contro il personale di sicurezza impegnato nelle proprie funzioni e qualsiasi atto di vandalismo o danneggiamento di proprietà sono inaccettabili. Secondo l’esercito, episodi di questo tipo sottraggono risorse alle attività di sicurezza e di contrasto al terrorismo e possono compromettere la stabilità dell’area.
Tensioni crescenti
Gli scontri si inseriscono in un quadro di crescente tensione in Giudea e Samaria, caratterizzato da episodi di violenza sia tra israeliani e palestinesi sia nei confronti delle forze di sicurezza. L’IDF ha rafforzato la propria presenza nella regione, portando a circa 25 battaglioni le forze della Divisione Giudea e Samaria.
Il Comando Centrale ha inoltre trasferito nella zona un quartier generale responsabile delle brigate regionali di Giudea ed Etzion. Il rafforzamento è avvenuto anche in concomitanza con l’arrivo, nella giornata di lunedì, di decine di migliaia di escursionisti israeliani. Secondo una fonte militare, soldati dell’IDF, polizia di frontiera e polizia israeliana sono stati dislocati lungo le strade, nelle aree frequentate dagli escursionisti, nei punti considerati più esposti agli scontri e nelle comunità israeliane.
Un ufficiale del Comando Centrale ha descritto la situazione come caratterizzata da una forte tensione. Le autorità militari temono in particolare che un singolo episodio di confronto tra palestinesi e israeliani possa rapidamente degenerare e contribuire a un’escalation più ampia.
Una serie di episodi nell’ultima settimana
Secondo il Jerusalem Post, nel corso del fine settimana sono stati registrati diversi episodi di violenza attribuiti ad attivisti di estrema destra contro palestinesi in varie località in Giudea e Samaria, soprattutto nel settore della Brigata regionale Binyamin. Tra gli episodi segnalati figurano principalmente danneggiamenti di proprietà e scritte vandaliche realizzate durante la notte.
Nel villaggio palestinese di al-Mughayyir, alcuni coloni sarebbero entrati nell’area sostenendo di essere lì per pascolare le pecore. Successivamente sono state segnalate persone mascherate che avrebbero danneggiato finestre di abitazioni e automobili. I residenti palestinesi hanno inoltre riferito di attacchi contro abitazioni e veicoli, compresi incendi appiccati a una casa e a diverse automobili.
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Altri episodi sono stati segnalati nei pressi dell’avamposto di Ammurya, nel settore della Brigata Ephraim, dove si sarebbe verificato uno scontro tra palestinesi e israeliani. Nel settore di Giudea è stato inoltre segnalato l’incendio di un veicolo palestinese, mentre nella zona di Binyamin sono stati riferiti incendi di automobili e scritte in ebraico nel villaggio di Attara.
Secondo ulteriori testimonianze riportate nell’articolo, 14 coloni sarebbero entrati nel cortile di un’abitazione palestinese nel villaggio di Abu Falah, danneggiando i finestrini di un’automobile. Una donna palestinese ha inoltre riferito di essere stata aggredita mentre era bloccata nel traffico presso l’incrocio di Rimonim: secondo la sua denuncia, un colono le avrebbe lanciato una pietra, episodio documentato anche in un video pubblicato sui social media.
Nel fine settimana sono stati infine riportati altri episodi nei pressi di Ramallah. Palestinesi hanno riferito che alcuni israeliani avrebbero danneggiato abitazioni e veicoli nella comunità di Naif al-Ka’abneh e, successivamente, che persone provenienti da Israele avrebbero incendiato automobili e danneggiato proprietà a Deir Abu Mash’al. Le autorità israeliane continuano a rafforzare la presenza delle forze di sicurezza nella regione, mentre l’esercito prepara un’indagine sugli eventi della notte.



