Pulizia delle spiage (credit: DeborahSinai.com)

Israele, il 30 ottobre migliaia di volontari puliscono le spiagge

di Ilaria Ester Ramazzotti
Oggi, venerdì 30 ottobre, è la giornata nazionale della pulizia delle spiagge, da Rosh Hanikra fino a Eilat. L’iniziativa è voluta da una quarantina di associazioni e ha raccolto l’adesione di migliaia di volontari, ragazzi, studenti, scout, pensionati, famiglie e singoli.

Rifiuti raccolti durate la pulizia delle spiagge in Israele (Photo: DeborahSinai.com)

“Ci aspettiamo una grandissima partecipazione, fra le 10 e le 15 mila persone, copriamo tutto il litorale da nord a sud, Eilat e il lago di Tiberiade, per un totale di 150 spiagge”. A dircelo è Letizia Fargion, milanese da anni in Israele, che fa parte dell’organizzazione di questa giornata “promossa da diverse associazioni, fra cui diciotto di dimensioni più grandi e altre venticinque realtà più piccole, cooperative di volontari, ambientalisti e cittadini attenti al rispetto della natura”. L’evento si svolgerà secondo le disposizioni del Ministero della Sanità.

“Sono stati contattati anche molti cittadini di origine italiana: l’appuntamento è al lido Frishman di Tel Aviv alle 9.30 – precisa -. L’attenzione al tema appartiene alle persone, e trovo che in tutti i campi si sia accentuata la sensibilità e la solidarietà umana. Il progetto è caratterizzato da un risveglio verso le tematiche ambientali e da finalità educative. Secondo una ricerca del 2019 risulta che il 70% dei rifiuti che si trovano nel mare vengono proprio dalle spiagge”.

Partita dalle associazioni e dal territorio, l’iniziativa ha raggiunto e coinvolto enti governativi: alla giornata aderiscono tutte le ambasciate, mentre all’incontro istituzionale principale previsto a Herzliya interverranno anche l’ambasciatore per l’Unione Europea Emanuele Giaufret e il ministro israeliano per la Protezione dell’Ambiente Ze’ev Elkin.

“Abbiamo tre obiettivi – sottolinea Letizia Fargion -: pulire il litorale, creare delle riserve marine e sostenere una legge che vieti oggetti e stoviglie di plastica. In questo siamo in ritardo rispetto ad alcuni paesi europei, come la Germania, che vuole vietare la vendita di prodotti in plastica monouso entro il 2021”. Per quanto riguarda le aree protette, “nel nord di Israele, vicino a Rosh Hanikra, c’è già una parte del litorale che è già diventata riserva marina: quest’anno le tartarughe vi hanno depositato le uova e sono nate molte piccole tartarughine”. L’intento è di porre sempre di più l’accento su questi argomenti.

Ragazzi che puliscono le spiagge il 30 ottobre in Israele
Ragazzi che puliscono le spiagge il 30 ottobre in Israele (Photo: DeborahSinai.com)

“Tutto per me era iniziato insieme a mio figlio – spiega -.  Sono mamma di quattro ragazzi e col più piccolo, che ha undici anni, durante il lockdown ho voluto dedicarmi a qualcosa di didattico ed educativo aprendo la pagina Israelantiplastic . Abbiamo lanciato insieme un invito a utilizzare meno plastica sensibilizzando altri ragazzi e altre persone”. Il progetto è poi cresciuto. “Una volta ogni due settimane organizzo dei gruppi per fare passeggiate e pulizia in parchi, giardini e nelle foreste vicino a Gerusalemme. Si tratta anche di occasioni di incontro e di interazione fra persone che hanno un obiettivo comune. È importante che ognuno di noi metta in pratica qualcosa o faccia anche un piccolo gesto educativo e di rispetto per l’ambiente. Promuoviamo anche la raccolta differenziata dei rifiuti. L’obiettivo finale è sempre l’educazione”.

(Foto: una spiagga sporca, Pixabay)