Israele potrebbe aiutare il Libano, se il suo aiuto venisse accettato

di Nathan Greppi

A seguito dell’esplosione nel porto di Beirut che ha fatto un centinaio di morti e migliaia di feriti, Israele ha subito offerto il suo aiuto al Libano, nonostante i rapporti di inimicizia tra i due paesi; tuttavia, il paese dei cedri è stato per ora riluttante a rispondere a questa offerta. Gli aiuti che potrebbe fornire Israele, come spiega un dettagliato rapporto del Jerusalem Post, sono di vario tipo.

Negli ultimi anni, l’esercito israeliano ha sviluppato diverse tecnologie allo scopo di localizzare e soccorrere feriti e superstiti dopo un disastro. Nell’ultimo decennio sono state utilizzate con un certo successo per gli aiuti umanitari all’estero, come per il Terremoto di Haiti del 2010 e lo Tsunami in Giappone del 2011. Altri paesi in cui Israele ha prestato soccorso alla popolazione dopo un cataclisma sono, ad esempio, il Nepal, le Filippine e il Messico. Secondo l’IDF, dal 1953 ad oggi Israele ha fornito il suo aiuto a circa 30 paesi quando si sono verificati dei disastri.

Un altro fattore importante sta nel fatto che Israele ha diversi ospedali nel nord che distano pochi chilometri da Beirut, e i cui medici si sono fatti le ossa prestando soccorso a migliaia di siriani durante i momenti peggiori della guerra civile. Un altro paese vicino dove lo Stato Ebraico ha inviato aiuti in anni recenti è la Giordania, dove durante un’alluvione nell’ottobre 2018 ha mandato degli elicotteri per aiutare i civili feriti.

Una delle probabili ragioni del silenzio libanese sull’offerta di aiuto sta nella forte presenza politica di Hezbollah, partito/milizia sciita vicino all’Iran e da sempre fautore della guerra contro Israele. Tra Hezbollah e Israele sono volate in queste ore accuse reciproche riguardo a chi sarebbe responsabile dell’esplosione.
Anche all’estero c’è stato chi ha sostenuto l’offerta di aiuto da parte degli israeliani, pur senza perdere alcuni pregiudizi: Carl Bildt, ex-Ministro degli Esteri svedese, ha twittato che “l’unico aspetto incoraggiante di questa catastrofe in Libano è che persino Israele si è affrettata ad offrire aiuti umanitari”. Le sue parole sono state criticate in quanto sembrerebbero insinuare che di norma Israele non offrirebbe aiuto a chi ne ha bisogno. Chi invece si è opposto all’offrire aiuti è Yair Netanyahu, figlio del premier Bibi, che su Twitter ha scritto che il Libano “è ufficialmente uno Stato terrorista.”

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