Uomo co0n lo sfondo dei nomi dei social media

Israele chiede ai social media di etichettare i contenuti antisemiti

Israele

di Ilaria Ester Ramazzotti
Il governo israeliano ha invitato le società di social media, come Facebook, Twitter, YouTube e altre, a etichettare i contenuti antisemiti pubblicati sui loro siti per combattere l’incitamento online all’odio antiebraico, adottando la definizione di antisemitismo dell’IHRA, l’International Holocaust Remembrance Alliance. Le raccomandazioni sono state redatte da una commissione governativa in un documento voluto dal ministero degli Affari strategici e dal ministero degli Affari della diaspora pubblicato questo mese. Ne parla il Jerusalem Post.

Il documento stilato dalla commissione invita i social media a seguire la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA per stabilire se un contenuto è antisemita, anche nei casi in cui quel contenuto non violasse le regole aziendali contro l’odio già predisposte delle società. La commissione ha tuttavia riconosciuto i passi avanti compiuti da Facebook e Twitter nel vietare e nel cancellare testi e materiali negazionisti della Shoah. Ha inoltre messo in rilievo “l’importanza di raggiungere il delicato equilibrio tra il difendere la libertà di parola e il rimuovere l’incitamento all’odio”.

La commissione interministeriale ha anche chiesto ai social network di “essere più trasparenti su come i loro algoritmi rallentano la viralità dell’incitamento all’odio”, al fine di “chiarire agli utenti che tali contenuti non diventeranno virali”. Infine, ha raccomandato alle aziende di formare i moderatori dei loro siti affinché contrastino l’odio antisemita.

“Un elemento importante nella corretta applicazione delle politiche contro l’incitamento all’odio online è la formazione [professionale] dei moderatori [sul tema] dell’incitamento all’odio, in particolare l’antisemitismo – ha sottolineato la commissione -, [una formazione da attuarsi] con la collaborazione di organizzazioni della società civile, indipendenti e esperti, che comprendano le sfumature e le sottigliezze del discorso antisemita”. “Un recente colloquio con i funzionari di Facebook – ha aggiunto il rapporto -, rileva che al momento non esiste alcun dipendente dell’azienda, o un moderatore di contenuti, che sia specializzato in antisemitismo”.