“Più restrizioni contro la variante inglese in Israele”. Chiedono gli epidemiologi dell’IDF

di Paolo Castellano

L‘Israel Defense Force (IDF) ha avvertito il governo israeliano: stanno aumentando i casi di Covid-19 in Israele a causa della variante inglese. Secondo una ricerca scientifica pubblicata il 26 febbraio e realizzata da una task force dell’IDF, servirebbero ulteriori restrizioni per far fronte all’elevata contagiosità delle varianti che avrebbero aumentato del 60% – 70% la probabilità di sviluppare gravi conseguenze nei pazienti affetti da Coronavirus.

I ricercatori israeliani affermano che nei prossimi giorni potrebbero crescere gli indici di contagio con l’allentamento delle norme anti-Covid. Infatti, venerdì scorso l’indice di contagio si è attestato intorno al 0,97. Questo aumento si ricollegherebbe alla variante inglese che è diventata il ceppo dominante in Israele.

Come riporta Israel Hayom, la task force dell’IDF afferma che rispetto a quella originale la nuova variante sia molto aggressiva e che nel 60-70% dei casi debba essere trattata in ospedale attraverso un ricovero.

Consultando i dati del Ministero della Salute israeliano, 3.782 delle 70.039 persone che hanno fatto il test per il Coronavirus erano positive, con un tasso d’infezione del 5,6%.

Il 26 febbraio, in Israele ci sono stati 40.445 casi di positività, tra cui 738 gravi. Le cifre sono relativamente alte. Secondo le analisi degli esperti, sarebbe il segnale di una possibile nuova ondata di contagi, dopo un rallentamento dei casi nelle scorse settimane. In generale, finora 723.606 persone sono guarite dal virus, mentre 5.694 sono decedute.

Yuli Edelstein, ministro della Salute, ha avvertito i cittadini israeliani su Twitter: «La maggior parte delle persone è consapevole [del rischio], ma voglio rivolgermi a coloro che possono danneggiarci: rimandate le vostre feste nel post-Covid».

(foto: israele360)

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