Unione Europea e Israele: la spinosa questione degli insediamenti in Cisgiordania

di Paolo Castellano
Se Israele annetterà gli insediamenti in Cisgiordania e nella Valle del Giordano, l’Unione Europea prenderà le contromisure necessarie. Il 15 maggio, il Commissario europeo per la politica estera Josep Borrell ha infatti ribadito che l’UE lavorerà per “dissuadere” Israele dall’annettere alcuni territori della Cisgiordania. Le affermazioni dell’alto commissario sono state proferite durante una conferenza stampa a Bruxelles, dopo aver parlato con i ministri degli Esteri di tutti i paesi membri.

«Le azioni unilaterali dovrebbero essere evitate da entrambe le parti… la legge internazionale dovrebbe essere difesa», ha dichiarato Borrell.  Il commissario agli affari esteri dell’Unione ha poi aggiunto che “la risoluzione del conflitto israelo-palestinese rimane una priorità ed è uno degli interessi strategici dell’Europa”.

Diversi stati membri dell’Unione Europea guidati dalla Francia, ovvero Irlanda, Svezia, Belgio, Spagna e Lussemburgo, hanno detto più volte che supporteranno le ipotetiche posizioni punitive per far pressione sul governo israeliano affinché non proceda all’annessione degli insediamenti. Ricordiamo che la neonata amministrazione d’Israele è stata inaugurata il 17 maggio, prestando giuramento alla Knesset.

Come riporta The Times of Israel, il blocco dell’EU è il principale partner commerciale d’Israele. L’Unione offre allo Stato ebraico privilegi commerciali e contribuisce a finanziare la ricerca e lo sviluppo scientifico israeliano, supportando l’ambizioso programma Horizon 2020. L’amministrazione Trump non è invece contraria a una possibile annessione, che potrebbe avvenire il 1 luglio. Tuttavia, l’ultima parola spetta ai membri della Knesset che voteranno sul da farsi.

Dalle parole di Borrell non si è compreso bene quali saranno gli eventuali provvedimenti punitivi dell’UE nei confronti di Israele. Secondo i media israeliani, l’Europa potrebbe rifiutarsi di stipulare nuovi accordi commerciali e di estendere in futuro le sue sovvenzioni nel campo della ricerca. Inoltre, non è chiaro se verranno congelati gli attuali accordi o se verranno cancellati nella loro totalità.

«Tutti sono stati d’accordo sul fatto che dobbiamo aumentare i nostri sforzi e la nostra influenza sui principali attori del Medioriente per evitare che accada qualcosa che non vogliamo. E se questo avverrà , staremo a vedere», ha infine sottolineato Borrell.

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