2015: due ‘cinquantesimi’ importanti per Israele

Israele

di Manuela Schapira

David Ben Gurion e Konrad Adenauer siglano nel 1965 lo storico accordo che apre le relaizoni fra Israele e Repubblica Federale Tedesca
David Ben Gurion e Konrad Adenauer avviarono negli anni ’50 i colloqui che portarono nel 1965 all’apertura delle relazioni diplomatiche fra Israele e Repubblica Federale Tedesca

Nel 2015 ricorrono due anniversari importanti, colmi di significati. Il primo  per lo stesso stato d’Israele e per la sua immagine sulla scena internazionale: mi riferisco all’apertura delle relazioni diplomatiche tra la Germania di Bonn e lo stato d’Israele.

Oggi la Germania è il primo partner commerciale di Israele, in ambito europeo. Inoltre nel prossimo futuro i due paesi intendono approfondire la collaborazione nella ricerca e  negli scambi nel settore dell’efficienza energetica, con uno sguardo particolare rivolto allo sviluppo dell’energia rinnovabile.

Nel 1950 furono intrapresi dei colloqui tra Ben Gurion e Adenauer che sfociarono nel 1952 nel Luxembourg Agreement firmato dal Cancelliere Adenauer che sanciva l’accordo della Repubblica Federale Tedesca ad assumersi le responsabilità per le tragiche conseguenze dell’Olocausto. Fu così stabilito che una somma ingente sarebbe stata versata ai sopravvissuti e ai discendenti delle vittime.

Nel 1957 iniziarono anche degli scambi di  forniture militari. Il crescente legame tra i due paesi, tuttavia,  rimase segreto fino al 1964 quando la rivelazione della fornitura di armi da parte della Germania allo stato Israeliano fece scattare la decisione dell’allora cancelliere Ludwig Erhard di stabilire ufficialmente lo scambio di ambasciatori tra i due paesi. Il supporto della nazione Tedesca non è “ solo ideologico e politico” ha ribadito recentemente il ministro della difesa Guido Westerwalle.  Il cinquantesimo anniversario di questo passo storico è il 12 Marzo 2015.

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Teddy Kollek

Il 1965 ha visto anche nascere l’Israel Museum a Gerusalemme. Teddy Kollek, il suo fondatore, sindaco della Gerusalemme riunita nelle sue parti ad Est ed Ovest. Lo aveva sognato con intenso ardore. La sua visione rappresentava una struttura che racchiudesse in sé i simboli universali della cultura nei tempi, della creatività prodotta degli umani ovunque e da sempre e dell’arte in tutte le sue configurazioni. Teddy s’incontrava periodicamente con Edmond de Rothschild, con Andrea Schapira e con i fratelli  Recanati a Cesarea. Insieme progettarono ciò che oggi rappresenta non solo tutto ciò che Teddy sognava, ma offre, e ha offerto durante le angosciose giornate dell’ultimo conflitto, una vera e propria oasi di pace. Ha fornito un ristoro della mente e dello spirito ai 900,000 visitatori che vi ci sono recati per godere “dell’avirah”, come chiamano l’atmosfera rasserenante che il luogo offre.

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Il Museo d’Israele a Gerusalemme

La squadra che gestisce il Museo, capeggiata dal Direttore James Snyder, è riuscita a trasformare ed arricchire il complesso al di là di ogni possibile sogno di Teddy Kollek. Anche gli Amici Internazionali sono importanti perché forniscono una rete preziosa di appoggi, sia economici che di sostegno morale e logistico. Insieme hanno raggiunto i quattro angoli del mondo. I curatori dei vari dipartimenti coltivano relazioni con i loro colleghi nel mondo e vengono allestite innumerevoli mostre degli articoli che compongono il tesoro del Museo di Gerusalemme. Costituiscono un vero e proprio ponte diplomatico di enorme importanza in quanto trasmettono un’immagine di Israele fondata sul valore umano e culturale. Per esempio sono state fatte mostre a Hong Kong, a S.Pietroburgo, a Mexico City, in Brasile, e in numerose altre località nel mondo. A questi eventi  è stata data un’importante rilevanza mediatica tramite le reti televisive locali e i giornali. A parte l’evidente immagine eclatante che viene trasmessa in quanto rappresentanti di uno stato all’avanguardia nel mondo della cultura, non è da sottovalutare il messaggio subliminale che viene inviato di una Israele pacifica e riflessiva, concentrata sulla ricerca di attività artistiche in contrapposizione alla reputazione di nazione guerrafondaia.  L’Israel Museum di Gerusalemme diventa così un potente rappresentante delle migliori qualità di Israele, diffondendo messaggi civili, sociali, spirituali e culturali nel mondo, rammentando così a tutti “What Israel is all about”.

Non è un museo ebraico, ma un museo universale delle radici e dell’evoluzione dell’umanità. Perpetua e interpreta la sostanza e il contenuto della ricchezza che caratterizzano il pensiero ebraico universale-

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