Netanyahu accusa l’Onu: “Un silenzio assordante nei confronti delle minacce iraniane a Israele”

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Il premier israeliano Beniamin Netanyahu all’Onu mentre mostra il libro della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei pubblicato a pochi giorni dall’annuncio dell’accordo sul nucleare

L’accordo con l’Iran “non rende la pace più probabile, rende la guerra più probabile”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu all’Onu, giovedì 1 ottobre, sottolineando che l’Iran fornisce armi ai gruppi terroristici nel mondo. (Guarda il video del discorso).

Come riporta il sito Israele.net, “Netanyahu ha mostrato il libro della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei pubblicato a pochi giorni dall’annuncio dell’accordo sul nucleare: “Una tirata di 400 pagine che illustra in dettaglio il suo piano per distruggere lo stato di Israele. Il mese scorso – ha proseguito Netanyahu – Khamenei ha chiarito le sue intenzioni genocide. Davanti al massimo organo clericale iraniano, l’assemblea degli esperti, ha parlato di Israele, dove vivono più di sei milioni di ebrei, e ha promesso che, cito testualmente, ‘entro 25 anni non ci sarà più nessun Israele’. Settant’anni dopo l’assassinio di sei milioni di ebrei, i governanti iraniani promettono di distruggere il mio paese, di assassinare la mia gente. E la risposta di questo organismo, la risposta della quasi totalità dei governi qui rappresentati è stata uno zero assoluto, un totale silenzio. Un silenzio assordante””. Israele – ha poi sottolineato – non permetterà all’Iran di entrare nel club delle armi nucleari.

Il premier israeliano ha poi parlato anche della Palestina. “Israele rimane aperto a trovare la pace con i palestinesi, sono pronto a riprendere immediatamente i colloqui di pace con l’Autorità nazionale palestinese (Anp), con nessuna precondizione di sorta” ha poi detto Netanyahu nel suo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni unite. “Sfortunatamente il presidente dell’Anp Mahmoud Abbas ha detto di non esserlo, ma spero che cambi idea”, ha aggiunto. “I palestinesi non dovrebbero voltare le spalle alla pace. Presidente Abbas, provarci è qualcosa che dobbiamo ai nostri popoli. Dobbiamo riconoscerci a vicenda”, ha detto ancora Netanyahu, dopo avere ricordato che Israele “conosce il prezzo della guerra. Fui quasi ucciso in battaglia, ho perso molti amici e il mio amato fratello. Chi conosce il prezzo della guerra può capire meglio le benedizione del dono della pace”.

Il discorso di Abu Mazen: le colpe di Israele
Il giorno prima, il 30 settembre, sempre dal podio dell’Assemblea Generale dell’Onu il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) aveva affermato che Israele ha violato gli accordi di Oslo non essendosi ritirato dalle zone B e C della Cisgiordania (Nota: gli accordi prevedono che lo status definitivo dei territori venga concordato mediante negoziati diretti fra le parti). “Non ha senso perdere tempo coi negoziati: quello che occorre è mobilitare sforzi internazionali per sovrintendere alla fine dell’occupazione” ha detto Abu Mazen, senza fare riferimento a un accordo con Israele. Abu Mazen ha anche detto che, siccome uno “stato palestinese” è già riconosciuto dalle Nazioni Unite in qualità di “osservatore”, i palestinesi hanno diritto ad essere riconosciuti come “stato membro a pieno titolo”.

Da tempo Gerusalemme accusa i palestinesi di voler arrivare al riconoscimento del loro stato evitando di dover sottoscrivere un accordo di pace con Israele. Abu Mazen ha poi accusato Israele di voler trasformare il conflitto da politico in religioso favorendo “incursioni di gruppi estremisti israeliani alla moschea di al-Aqsa” con lo scopo recondito di sottrarla in parte al controllo dei musulmani.