Bandiera hezbollah

Hezbollah punta a espandere il proprio potere in America Latina, reclutando criminali

Mondo

di Maia Principe
Secondo un nuovo rapporto del Washington Institute for Near East Policy, Hezbollah, sta cercando di reclutare criminali condannati, soprattutto in Brasile, sfruttando le loro difficoltà economiche e il risentimento nei confronti del sistema giudiziario. Individui senza precedenti legami con l’organizzazione terroristica vengono reclutati in Brasile, inviati in Libano per l’addestramento e, al ritorno, incaricati di sorvegliare sinagoghe, missioni diplomatiche israeliane e figure di spicco della comunità ebraica.

 

Hezbollah si sta rivolgendo a un nuovo bacino di reclute in America Latina, andando oltre le sue tradizionali reti di reclutamento mentre espande la sua presenza regionale e intensifica le sue operazioni illecite in tutto l’emisfero occidentale. Lo riporta il sito Algemeiner in un articolo di Ailin Vilches Arguello.

Secondo un nuovo rapporto del Washington Institute for Near East Policy, un think tank statunitense specializzato in politica mediorientale, Hezbollah, con base in Libano, sta cercando di reclutare criminali condannati, soprattutto in Brasile, sfruttando le loro difficoltà economiche e il risentimento nei confronti del sistema giudiziario: una strategia che, secondo gli esperti, potrebbe aiutare il gruppo terroristico sostenuto dall’Iran a mantenere una plausibile negabilità e a prendere le distanze dalle proprie attività illecite.

Grazie a un’operazione congiunta con i servizi segreti israeliani, le autorità brasiliane hanno scoperto una rete di reclutamento e finanziamento legata a Hezbollah attraverso l’Operazione Trapiche, un’indagine antiterrorismo avviata nel novembre 2023 che ha smascherato i tentativi di creare capacità operative clandestine in tutta l’America Latina e di espandere l’infrastruttura del gruppo nella regione.

Secondo la nuova strategia di Hezbollah, individui senza precedenti legami con l’organizzazione terroristica vengono reclutati in Brasile, inviati in Libano per l’addestramento e, al loro ritorno, incaricati di sorvegliare sinagoghe, missioni diplomatiche israeliane e figure di spicco della comunità ebraica.

Lucas Gualtieri, procuratore federale brasiliano specializzato in criminalità organizzata e autore del rapporto, sostiene che questa nuova strategia potrebbe aiutare Hezbollah a nascondere il proprio ruolo in potenziali attacchi reclutando individui motivati ​​da incentivi finanziari piuttosto che da fedeltà ideologica, consentendo al gruppo terroristico di presentare le proprie operazioni come atti criminali isolati.

“Lo scopo di assoldare questi uomini è la negabilità: un attacco eseguito da ex detenuti locali potrebbe essere percepito come un crimine d’odio perpetrato da estremisti marginali piuttosto che come un’operazione diretta da Beirut”, scrive Gualtieri nel rapporto. “Il bisogno di negabilità di Hezbollah è ancora più forte ora che sta calibrando la propria esposizione dopo tre anni di operazioni estremamente dannose condotte da Israele”.

L’operazione Trapiche ha recentemente portato le autorità brasiliane all’arresto di Lucas Passos Lima, presunto recluta di Hezbollah, il cui viaggio a Beirut avrebbe comportato un addestramento all’uso delle armi e l’acquisizione di apparecchiature di sorveglianza a supporto delle operazioni clandestine del gruppo in America Latina. Gli inquirenti hanno rivelato che Lima avrebbe filmato tre sinagoghe, un cimitero ebraico, l’ambasciata israeliana e un rabbino nella regione di Brasilia, dopo aver effettuato due viaggi in Libano nel 2023.

Il rapporto appena pubblicato fa luce anche sulle reti finanziarie che presumibilmente sostengono le attività di reclutamento di Hezbollah, indicando le aziende brasiliane del tabacco sospettate di finanziare i viaggi dei recluti a Beirut per l’addestramento nelle comunicazioni clandestine, oltre all’utilizzo di transazioni in criptovaluta per finanziare queste operazioni.

Le autorità brasiliane hanno recentemente incriminato il broker di San Paolo Dante Felipini per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, accusandolo di aver creato diversi portafogli digitali per convogliare fondi a Hezbollah e al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC).

Secondo la legge brasiliana, il guadagno finanziario non esclude l’accusa di terrorismo quando un individuo partecipa consapevolmente a un’operazione terroristica: un’interpretazione che, secondo gli esperti, potrebbe ampliare la portata dei procedimenti penali contro le reti criminali che operano per conto di gruppi terroristici stranieri.

Gualtieri avverte che la sfida principale per i governi regionali è identificare le reti legate a Hezbollah prima che possano sferrare attacchi, sottolineando la necessità di una maggiore supervisione finanziaria, di un controllo più accurato delle società di comodo e di un monitoraggio più attento delle transazioni in criptovalute per contrastare le attività di reclutamento e finanziamento del gruppo islamista.

“L’innovazione di Hezbollah in Brasile è stata quella di acquistare ciò che un tempo procurava: sicari locali, entrate locali e riciclaggio di denaro. Ogni acquisto era concepito in modo da non lasciare alcuna traccia riconducibile a Beirut”, scrive nel rapporto.

Per anni, le attività di Hezbollah in Sud America si sono concentrate principalmente in Colombia e nella zona della Triplice Frontiera, dove si incontrano Paraguay, Argentina e Brasile e dove le attività illecite prosperano da tempo, un focolaio particolarmente noto di criminalità organizzata in tutta la regione.