Emma Bonino

Addio a Emma Bonino, l’amica del popolo ebraico che denunciò il ritorno dell’antisemitismo

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Nel corso della sua lunga carriera internazionale, un capitolo speciale va dedicato al suo rapporto con il mondo ebraico e, in particolar modo, con Israele. Un legame che non va erroneamente confuso con un sostegno incondizionato, bensì accompagnato per decenni dalla difesa del diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato ebraico e dalla denuncia dell’antisemitismo.

 

Venerdì 11 settembre è morta all’età di 78 anni Emma Bonino, una delle figure più celebri che hanno segnato la politica italiana dell’ultimo secolo. La sua scomparsa è stata annunciata da +Europa, il partito che aveva contribuito a fondare.

Ex Ministro degli Esteri, commissaria europea, parlamentare e storica dirigente radicale, Bonino è stata ricoverata nei giorni scorsi a Roma in seguito a una crisi respiratoria. Giovedì ha lasciato la terapia intensiva per essere trasferita in una struttura privata, ma le sue condizioni sono rimaste delicate.

Nel corso della sua lunga carriera internazionale, un capitolo speciale va dedicato al suo rapporto con il mondo ebraico e, in particolar modo, con Israele. Un legame che non va erroneamente confuso con un sostegno incondizionato, bensì accompagnato per decenni dalla difesa del diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato ebraico e dalla denuncia dell’antisemitismo.

 

Il sostegno a Israele

Nel 2001 Bonino ha partecipato con Marco Pannella a una manifestazione alla sinagoga di Roma a sostegno di Israele e della proposta radicale di avvicinare lo Stato ebraico all’Unione Europea.

“Israele è un ponte di democrazia e un esempio di stato di diritto in Medio Oriente” ha spiegato durante l’incontro con gli studenti della scuola della Comunità ebraica di Milano, sottolineando come il Paese fosse retto da istituzioni democratiche.

Dopo la sua nomina alla Farnesina nel 2013, l’allora presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha definito Bonino “una grande sostenitrice di Israele” sottolineandone al tempo stesso la profonda conoscenza del mondo arabo.

“Il nostro Paese è in prima linea nella lotta contro l’antisemitismo” ha spiegato Bonino come Ministro degli esteri e nel gennaio 2024 ha condannato pubblicamente gli attacchi antisemiti contro la Comunità ebraica di Roma e l’Ambasciata israeliana, richiamando la necessità di mantenere viva la memoria della Shoah.

Le critiche ad Hamas e Netanyahu

Questa vicinanza con il mondo ebraico non ha però impedito a Bonino di assumere posizioni dure durante il conflitto scoppiato dopo il 7 ottobre 2023. Nonostante abbia definito Hamas “un’organizzazione terroristica” ed abbia continuato a ritenersi “una vecchia amica di Israele”, l’ex Ministro ha accusato il governo di Netanyahu di mettere in pericolo i civili palestinesi con l’assedio di Gaza e ha chiesto di rispettare il diritto internazionale umanitario.

“L’unica strada possibile verso una convivenza pacifica è la soluzione due popoli, due Stati” ha affermato Bonino in un’intervista rilasciata alla Repubblica nel 2024. “Il vero ostacolo è Hamas che è nato unicamente per distruggere Israele.”

 

Negli stessi mesi è tornata a mettere in guardia contro l’antisemitismo in Europa, osservando che il “dagli all’ebreo” era “tornato abbastanza di moda” e inserendolo nel più ampio ritorno dell’intolleranza verso le minoranze.

È anche attraverso questo equilibrio, spesso scomodo, che passa una parte della sua eredità politica: difendere Israele senza rinunciare a criticarne le scelte, combattere l’antisemitismo senza ignorare i diritti dei civili e considerare la sicurezza dello Stato Ebraico inseparabile dalla ricerca di una soluzione politica al conflitto.