di Ilaria Myr
Nella sala della sinagoga centrale di Milano si è aperta questa mattina la XXVII edizione della Giornata europea della cultura ebraica, dedicata quest’anno al tema dell’amore. A partecipare in questa caldissima prima domenica di settembre personalità istituzionali e religiose, nonché molti cittadini milanesi.
Il sindaco Sala: “Quella ebraica ha un ruolo importante nelle diverse comunità cittadine”
“Per noi questa è una giornata molto importante in cui nonostante le difficoltà che viviamo cerchiamo di essere sempre collegati con mondo esterno. Per questo ringrazio tutti voi e in particolar modo il sindaco Giuseppe Sala presente con noi”, ha esordito il presidente della Comunità di Milano Walker Meghnagi.
“Sono io che ringrazio per questo invito – ha risposto il sindaco di Milano -. Il sindaco è primo cittadino, rappresentante di comunità larga complessa e ha il dovere di fare sì che le diverse comunità collaborino per tenere viva la più grande comunità milanese. E quella ebraica ha un ruolo molto importante”. Nel suo intervento ha ricordato il suo impegno a mantenere il gemellaggio con Tel Aviv e la volontà di lavorare in direzione della pace in Medio oriente. Per questo, nonostante sia alla fine del suo mandato, Sala ha espresso la volontà di “creare una comunità di intenti con la comunità ebraica per fare sì che la nostra città sia all’insegna della pace”.
Rav Arbib: “oggi viene messo in discussione il legame degli ebrei con la terra di Israele”
“Dedicare una giornata cultura all’amore è un po’ paradossale perché non siamo proprio in un periodo di amore, l’ostilità antiebraica sta venendo fuori in maniera sempre più potente e prepotente”, ha esordito il Rabbino capo di Milano, Rav Alfonso Arbib, che ha sottolineato come siamo oggi nel livello peggiore di antisemitismo da tre anni a questa parte. “È preoccupante, a volte sottovalutato, è una continua corsa ai distinguo che sono spesso un ottimo alibi. Un esempio: oggi c’è un processo di delegittimazione non solo dello stato di Israele ma anche del popolo ebraico, in quanto viene messo in discussione il legame degli ebrei con la terra di Israele. Ci viene detto che ci siamo sognati un legame non giustificato storicamente. Ma questo legame è una delle colonne portanti dell’identità ebraica, se si toglie si toglie elemento fondamentale dell’anima ebraica. Ci viene detto in cosa dobbiamo credere, cosa dobbiamo amare. Ma l’amore per la terra di Israele – diceva il pensatore laico di sinistra Martin Buber – ha tenuto in vita il popolo ebraico per migliaia di anni, dimenticarlo è pericoloso”. Ognuno può esprimere la sua opinione su qualsiasi governo di Israele, ma nessuno ci può dire che cosa dobbiamo amare e quale deve essere la nostra identità”.
Milo Hasbani, vicepresidente dell’Unione delle comunità ebraiche Italiane (Ucei) ha portato i saluti della presidente Livia Ottolenghi e del Consiglio, ribadendo la “preoccupazione per un antisemitismo in aumento in Italia del 400%. Prima del 7 ottobre raccontavo anche all’estero che in Italia non c’era antisemitismo o era poco sentito. Oggi chiedo a tutti – media, politica, opinione pubblica – di farci vivere tranquillamente come cittadini italiani”.
La vicinanza di altre figure politiche istituzionali
Sono diverse poi le figure istituzionali che hanno poi espresso la propria vicinanza alla comunità ebraica durante questa giornata. Da Marco Carrai, Console onorario di Israele – costretto di recente a dare le dimissioni dal suo incarico all’Ospedale Meyer per il proprio legame e ruolo per Israele -, che ha mandato una lettera letta da Walker Meghnagi, a Manfredi Palmeri, consigliere regionale, che ha espresso la volontà che nel 2028 Milano sia di nuovo città capofila di questa giornata, come lo fu nel 2008. “Milano sta soffrendo l’antisemitismo, stiamo arretrando, quindi dobbiamo lavorare con la prossima giunta comunale affinché Milano nel 2028 sia un punto di ripartenza”. E ha concludo dicendo: “il contrario di amore non è solo odio, ma è anche indifferenza e, aggiungo, ipocrisia.
La senatrice Maria Stella Gelmini (Noi moderati) ha ribadito l’importanza di questa giornata e il ruolo centrale della cultura ebraica in Italia ed Europa, e ha espresso l’augurio che la proposta di legge sull’antisemitismo, già approvata in Senato, venga, nei prossimi giorni, approvata anche alla Camera. “Questo porterebbe l’Italia a essere un avamposto in difesa della libertà e dell’ebraismo”.
“Noi non siamo qualcosa di esterno all’Italia, siamo quelli che hanno fatto l’Unità, quelli che combatterono contro il nazifascismo e che scrissero la Costituzione, nella città che ha dato i natali a Liliana Segre, e dove Nedo Fiano ha deciso di vivere dopo Auschwitz – ha dichiarato con forza il consigliere comunale Daniele Nahum (Azione) -. : noi con orgoglio dobbiamo dirci cittadini milanesi”.
Infine Emanuela Alcalay, Assessore alla cultura della Comunità ebraica di Milano, ha dato il via ufficiale agli incontri previsti dalla Giornata, “un’occasione preziosa di condividere la ricchezza del pensiero ebraico”.
(Nei prossimi giorni verrà inserito il video relativo a questa parte dell’evento)










