Una cura per la celiachia? Potrebbe essere un vaccino da Israele

Salute

di Michael Soncin
Nel corso di una sperimentazione clinica, il farmaco anticeliaco sviluppato dal gruppo farmaceutico israeliano Teva si è dimostrato efficace nel proteggere l’intestino dai danni causati dal glutine, già dopo una singola iniezione. Il trattamento si sarebbe rilevato una potenziale cura anche per la vitiligine. (Fonte Immagine: Teva)

I celiaci nel mondo sono circa l’1% della popolazione, una percentuale altamente significativa, se pensiamo che solo in Italia i casi diagnosticati sono oltre 220.000, mentre nel complesso le stime parlano di più di 600.000 persone.

Una realtà importante, che rende sempre più urgente trovare una cura, essendo che attualmente non esistono trattamenti farmacologici approvati. La speranza potrebbe arrivare da Israele grazie alla ricerca scientifica condotta dalla compagnia farmaceutica Teva, che ha messo appunto un vaccino capace di ridurre significativamente, in una singola iniezione, i danni causati dal glutine all’intestino tenue. A parlarne è il sito Ynet News.

Com’è stato condotto lo studio

Come di consuetudine, le persone sono state divise in due gruppi, uno in cui riceve il vero trattamento, l’altro un placebo, una sostanza senza effetto, per confrontare i risultati. La sperimentazione clinica ha coinvolto complessivamente 50 adulti affetti da celiachia, che seguivano una dieta priva di glutine e presentavano danni intestinali minimi all’inizio dello studio.

Ancora in corso, si trova attualmente nella fase intermedia, prima di arrivare all’approvazione finale. E proprio in questa fase, somministrando l’anticorpo sperimentale TEV ‘408, gli scienziati hanno riscontrato una protezione statisticamente significativa e clinicamente rilevante contro i danni intestinali rispetto al placebo.

I pazienti, due settimane dopo aver ricevuto la singola dose sottocutanea di TEV ‘408, hanno iniziato un periodo di sei settimane di esposizione quotidiana al glutine per verificare se il farmaco fosse in grado di proteggere la mucosa intestinale. Dalla analisi è emerso che l’anticorpo ha frenato i danni causato dal glutine, mostrando un effetto favorevole sull’infiammazione intestinale e riducendo i sintomi gastrointestinali. Teva ha inoltre affermato che il trattato è stato ben tollerato.

«Una dieta rigorosamente priva di glutine è da tempo l’unica opzione per le persone affette da celiachia. Questi risultati sottolineano la possibilità di andare oltre la semplice gestione dell’esposizione al glutine e di affrontare la celiachia alla sua origine biologica». A spiegarlo è stato Eric Hughes, vicepresidente esecutivo per la ricerca e sviluppo globale e direttore medico di Teva.

Utile anche per la vitiligine

La celiachia è una malattia autoimmune in cui il glutine scatena una risposta immunitaria che danneggia l’intestino tenue. TEV ‘408 è stato progettato per inibire l’interleuchina-15, o IL-15, una proteina coinvolta nei processi immunitari legati alla celiachia.

Ma l’anticorpo in questione è anche oggetto di studio come potenziale trattamento per la vitiligine, un’altra malattia autoimmune che coinvolge l’IL-15. Teva afferma che i due programmi supportano la sua strategia di sviluppo di TEV ‘408 come possibile prodotto per il trattamento di diverse patologie.

Ulteriori analisi derivanti dalla fase intermedia sono tuttora in corso e Teva prevede di presentare ulteriori dati in occasione di un imminente congresso scientifico.