Messaggi social contro ebrei

“The Campaign”: il documentario che indaga sulla guerra della disinformazione dopo il 7 ottobre

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
The Campaign ricostruisce l’intera macchina comunicativa attribuita ad Hamas nelle ore e nei mesi successivi all’attacco del 7 ottobre 2023 e affronta anche il ruolo del Qatar, analizzando i finanziamenti provenienti dall’emirato e la loro possibile influenza sulla diffusione di determinate narrative ideologiche e sul dibattito nei campus universitari.

“Non il massacro del 7 ottobre, ma quello che è accaduto subito dopo sulle piattaforme social”: è questo il punto di partenza di The Campaign: Disinformation in a Time of War, il documentario investigativo di 93 minuti che ricostruisce quella che viene descritta come una campagna di disinformazione e propaganda contro Israele partita in seguito all’attacco di Hamas.

Diretto da Kari Hollend, Cristina Bishai e narrato dall’avvocato, scrittore e consulente politico canadese Warren Kinsella, il film ha fatto il suo debutto sugli schermi il 19 agosto al festival Docu.Text della National Library of Israel dove è stato elogiato dalla critica per aver mostrato la capacità dei social di influenzare il dibattito internazionale e diffondere velocemente l’antisemitismo in tutto il mondo.

“È stato terrificante, ma anche rassicurante capire che tutto l’odio online che abbiamo visto negli ultimi anni era stato accuratamente pianificato e organizzato nei minimi dettagli” ha spiegato Hollend. “Quando sai qual è il problema, puoi affrontarlo!”

La creazione di “The Campaign”

Kari Hollend

L’idea di The Campaign è nata all’inizio del 2024, quando Hollend ha incontrato per la prima volta Kinsella, allora impegnato nella stesura di un libro sulla disinformazione legata alla guerra. L’obiettivo è subito diventato quello di affiancare alla sua ricerca un documentario che prendesse in esame anche il Canada, identificato come uno degli epicentri della propaganda anti-israeliana.

Per Hollend, ebrea di Toronto e attiva da vent’anni nella produzione cinematografica, questo nuovo documentario prende ispirazione anche dall’esperienza personale vissuta dopo il 7 ottobre: “ero sotto shock. Dopo anni trascorsi a sostenere i diritti delle minoranze era come se la mia identità ebraica fosse stata di colpo esclusa dal dibattito. C’era così tanto odio senza alcuna empatia, nessun equilibrio. La gente aveva molto da dire contro Israele ma non menzionava minimamente il 7 ottobre e tutto questo non faceva altro che peggiorare”.

Il documentario parte dalla storia di Kinsella, che ricorda di uno scontro avuto da giovane con alcuni neonazisti, per poi passare all’invasione di Hamas e alla battaglia mediatica sui social scoppiata subito dopo.

Tra le testimonianze che si alternano al lavoro sul campo di Hollend e del suo collaboratore figurano quelle di esperti di media, politica, diplomazia e intelligenza artificiale come: l’ex direttore della CIA ed ex segretario alla Difesa americano Leon Panetta, l’attivista Brianna Wu, l’educatrice Aviva Klompas, l’ex portavoce israeliano Eylon Levy e i giornalisti Noam Sheizaf e Matti Friedman.

The Campaign ricostruisce così l’intera macchina comunicativa attribuita ad Hamas nelle ore e nei mesi successivi all’attacco del 7 ottobre 2023 e affronta anche il ruolo del Qatar, analizzando i finanziamenti provenienti dall’emirato e la loro possibile influenza sulla diffusione di determinate narrative ideologiche e sul dibattito nei campus universitari.

Un documentario a 360°

Per rendere il documentario più completo possibile, Hollend e Kinsella hanno scelto di inserire anche le voci critiche nei confronti di Israele. Una decisione che, secondo la regista, serve a evitare che il progetto diventi a sua volta uno strumento di propaganda.

“L’obiettivo è quello di mostrare un mosaico di opinioni da entrambe le parti in modo da raggiungere anche il pubblico ostile alle posizioni israeliane” ha spiegato l’autrice. “Il nostro film mette davanti a uno specchio ciò che è scomodo in questo dibattito: costringe le persone a farsi domande e ad ascoltare l’altra parte”.

Oggi The Campaign è destinato ad una distribuzione internazionale, con proiezioni previste anche all’interno di scuole e università.

“Grazie a questo progetto ho ritrovato uno scopo, una connessione con il mio popolo e una prospettiva ancestrale su cosa significhi essere ebrei nel mondo di oggi” ha affermato Hollend. “Ho avuto il privilegio di appartenere alla Generazione X, quella che non è cresciuta attraverso la lente dell’antisemitismo e ora devo essere una combattente come lo sono stati i miei antenati”.