di R.I.
In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, domenica 6 settembre, arriva al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara un ritratto del pittore mai esposto prima, una tela realizzata da Matilde Levi Viterbo (1869-1959), pittrice e crocerossina durante la Prima guerra Mondiale. Visitabile fino all’11 ottobre.
Esistono pochissimi quadri che ritraggono Amedeo Modigliani (1884-1920), l’artista tormentato che ha cambiato per sempre il volto del Novecento. Tra questi spiccano quello ad opera della compagna e pittrice Jeanne Hébuterne e un disegno a matita di André Derain.
In occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, domenica 6 settembre, arriva al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara un altro ritratto mai esposto prima, una tela realizzata da Matilde Levi Viterbo (1869-1959), pittrice e crocerossina durante la Prima guerra Mondiale.
La storia di Matilde Levi e di suo figlio Dario Viterbo restituisce il senso di appartenenza degli ebrei italiani alla cultura e all’identità nazionale, maturato dopo la fine dei ghetti e l’emancipazione.
Con l’invasione nazista della Francia nel 1940 fu costretto a lasciare lo studio di Parigi, dove erano conservate tutte le sue opere, trovando rifugio a New York. Impossibilitato temporaneamente a proseguire la sua attività di scultore, sviluppò una personale tecnica incisoria, la “stampa a cesello”, utilizzando gli strumenti della lavorazione dei gioielli per ottenere effetti pittorici attraverso diversi spessori di inchiostro. In quella situazione di profondo disagio, mentre Viterbo cercava un nuovo modo di far vivere la sua arte, a dargli sostegno fu la moglie Ada Vera Bernstein, che si affermò come modista affascinando le signore dell’alta società di New York, da Eleanor Roosevelt alla moglie di Arturo Toscanini Carla De Martini, che non poterono fare a meno dei cappellini che confezionava.
Nonostante la lontananza dall’Italia, Dario mantenne un dialogo con la madre attraverso lunghe lettere nelle quali raccontava i propri progressi artistici. Interrotta durante la guerra, la corrispondenza riprese al termine del conflitto testimoniando il loro profondo legame fino alla fine della loro vita.
Questo percorso verrà raccontato al MEIS da un allestimento all’ingresso del museo con il ritratto di Modigliani proveniente da una Collezione privata; due “stampe a cesello” di Dario Viterbo, realizzate dopo la sua fuga dall’Europa; degli oggetti appartenuti a Matilde Levi Viterbo durante la sua attività da crocerossina; dei suoi studi anatomici e alcuni documenti e volumi provenienti alla Biblioteca del MEIS.
Per saperne di più, domenica 6 settembre saranno previste quattro visite guidate gratuite, alle 11 e alle 18.30 con il Curatore del MEIS Davide Spagnoletto, studioso di Dario Viterbo, e alle 12 e alle 16 a cura delle guide del MEIS. Per prenotare, basta chiamare il numero 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00) e scrivendo a eventi.meis@orologionetwork.it.



