di Nina Deutsch
La richiesta di una residente di Monaco era stata inizialmente respinta perché il simbolo e lo slogan contro l’antisemitismo erano stati considerati non conformi alle regole del servizio. La decisione aveva suscitato critiche da parte della comunità ebraica e di diversi esponenti politici.
Deutsche Post torna sui propri passi e autorizza la stampa del francobollo personalizzato con la Stella di Davide e la scritta “Antisemitismus – ohne mich!” (“Antisemitismo? Senza di me”). La decisione arriva dopo le numerose polemiche suscitate dal rifiuto iniziale, che aveva sollevato proteste da parte di esponenti politici e rappresentanti della comunità ebraica tedesca.
La vicenda nasce dall’iniziativa di una cittadina Barbara Schaumberger, residente a Monaco di Baviera e membro della campagna civica “Antisemitismus – ohne mich!” impegnata nella sensibilizzazione contro l’antisemitismo. Attraverso il servizio online che consente ai clienti di creare francobolli personalizzati con fotografie, loghi o altri soggetti, la donna aveva ordinato un foglio da 18 francobolli destinati alla propria corrispondenza privata.
Dopo l’ordine, però, Deutsche Post aveva annullato la richiesta. Nella comunicazione inviata alla cliente, il progetto veniva ricondotto alle categorie di contenuti che possono essere esclusi dal servizio perché ritenuti «politicamente o eticamente scorretti», una motivazione che aveva suscitato forte indignazione.
Interpellata dal quotidiano Bild, l’azienda ha poi precisato che il riferimento alla scorrettezza politica o etica non descriveva il motivo del rifiuto. Secondo Deutsche Post, la decisione era stata presa esclusivamente sulla base delle regole che disciplinano “Briefmarke Individuell” – il servizio che permette ai clienti di creare francobolli personalizzati – il quale non dovrebbe essere utilizzato come strumento per campagne politiche o sociali. L’obiettivo, ha spiegato la società, è evitare che il servizio possa diventare veicolo di contenuti offensivi, discriminatori o divisivi.
Nel frattempo, però, il caso aveva assunto una rilevanza nazionale. Schaumberger aveva definito incomprensibile la decisione, sottolineando come la Stella di Davide sia da secoli uno dei principali simboli dell’ebraismo e, dal 1948, anche l’emblema dello Stato di Israele. «Sono assolutamente sconvolta. La Stella di Davide non è un simbolo proibito», aveva dichiarato.
Le critiche sono arrivate anche dal mondo politico. La campagna “Antisemitismus – ohne mich!” gode infatti del sostegno di esponenti di diversi partiti, tra cui il ministro-presidente della Baviera Markus Söder e la presidente del Parlamento bavarese Ilse Aigner, entrambi fotografati con il logo dell’iniziativa. Aigner ha espresso delusione per il rifiuto, affermando che una campagna contro l’antisemitismo merita la massima diffusione.
Sulla vicenda è intervenuta anche Charlotte Knobloch, tra le più note leader e rappresentanti della comunità ebraica in Germania. «Questa decisione mi lascia molto perplessa», ha dichiarato, aggiungendo che la lotta all’antisemitismo «non è una questione politica, bensì una minaccia per l’intera società». Per questo, ha osservato, è difficile comprendere perché un messaggio contro l’odio verso gli ebrei possa essere considerato inappropriato su un francobollo.
Di fronte alle polemiche, Deutsche Post ha infine modificato la propria posizione, confermando che il francobollo verrà stampato. Contestualmente, l’azienda ha ribadito di respingere «con fermezza l’antisemitismo e qualsiasi forma di discriminazione».
La vicenda si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il fenomeno dell’antisemitismo in Germania. Dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 in Israele e il successivo conflitto in Medio Oriente, nel Paese sono aumentati gli episodi di antisemitismo denunciati dalle autorità e dalle organizzazioni ebraiche, rendendo ancora più sensibili le iniziative pubbliche di contrasto all’odio antiebraico.



