“We Will Dance Again”, il nuovo singolo a favore d’Israele di Boy George

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.

Il cantautore britannico Boy George ha pubblicato su X il 27 luglio una nuova canzone a sostegno di Israele dopo il 7 ottobre. La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.

Il singolo, intitolato proprio, We Will Dance Again, inizia proprio con le parole “Tu dici genocidio, io dico guerra. Quando vieni attaccato, è a questo che serve l’esercito”.

 

Come ricorda il Jewish Chronicle, il frontman dei Culture Club, 65 anni, è un sostenitore dichiarato di Israele e una delle celebrità britanniche più attive nel condannare l’antisemitismo, soprattutto dopo il 7 ottobre. Ha pubblicamente condannato gli attacchi di Hamas ed espresso solidarietà nei confronti della comunità ebraica britannica dopo l’accoltellamento di due ebrei ad aprile a Golders Green, quartiere ebraico di Londra.

George si è anche opposto alle pressioni per boicottare l’Eurovision Song Contest a causa della partecipazione di Israele, aggiungendo che l’amicizia con il popolo ebraico non dovrebbe essere condizionata dagli eventi in Medio Oriente. “Ho molti amici ebrei e non mi sognerei mai di voltare loro le spalle”, ha dichiarato dopo i fatti di Golders Green.

Boy George, che all’Eurovision Song Contest 2026 si è esibito assieme alla cantante italiana Senhit che rappresentava San Marino, prima della competizione è andato dal cantante israeliano Noam Bettan per stringergli la mano eaugurargli buona fortuna. Prima ancora, ad aprile ha detto in un tweet: “Va molto di moda odiare Israele, ma ho sempre detto che ‘la moda è per i deboli, lo stile per i coraggiosi’”.