di R. C.
Da ottobre 2023 qualcosa è cambiato. Non nelle leggi, non nei giornali, non nelle statistiche ufficiali. Qualcosa di più sottile e più difficile da nominare. La sensazione di portare un peso invisibile. Di calcolare ogni mattina quanto della propria identità è sicuro mostrare. Di tacere a cena quando un amico dice qualcosa di sbagliato, perché sai già come andrà a finire se apri bocca.
Portare la stella. Pensieri di un italiano ebreo è firmato con uno pseudonimo, perché l’autore non vuole che il suo nome esca allo scoperto. Non è un saggio, non parla di politica e non vuole insegnare niente a nessuno. È solo il modo in cui un ebreo italiano ha provato a mettere in fila quello che sente da ottobre 2023 in poi. La fatica di certe cene, gli amici che cambiano, il silenzio. Lo ha scritto solo per un motivo: perché qualcuno, leggendolo, si senta meno solo. “So di non essere l’unico a stare così”, scrive. E non c’è nulla di più vero. Questo libro è scritto da un italiano ebreo che ha scelto di non tacere.
Non prende posizione sui confini, sui governi, sulle soluzioni diplomatiche. È qualcosa di più personale: il racconto di come si sente un italiano ebreo in questo momento. Con la speranza che qualcun altro, leggendolo, si riconosca. Per il lettore ebreo: qui troverai cose che conosci già, ma che forse non hai mai sentito dire ad alta voce. Troverai il permesso di stare male senza dover giustificare niente a nessuno. Per il lettore non ebreo: ti viene chiesta una sola cosa: capire come stanno i tuoi connazionali in questo momento preciso della storia.
Davide Italiano (pseudonimo), Portare la stella: Pensieri di un italiano ebreo, pp. 157, euro 12,99 (su Amazon).



