Israele e Libano accelerano verso un’intesa: progressi nei colloqui di Roma

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di Anna Balestrieri
Il punto centrale dei negoziati è la creazione di “zone pilota” nel Libano meridionale, dove l’esercito libanese dovrebbe assumere il controllo della sicurezza mentre Israele avvierebbe un ritiro graduale delle proprie forze. Parallelamente, il piano prevede il disarmo delle milizie presenti nell’area, in primo luogo Hezbollah. 
 

Si sono conclusi con segnali incoraggianti i due giorni di colloqui indiretti tra Israele e Libano, svoltisi il 14 e 15 luglio presso l’ambasciata statunitense a Roma sotto la mediazione degli Stati Uniti. L’obiettivo è dare attuazione all’accordo quadro raggiunto il 26 giugno, primo passo verso una progressiva stabilizzazione del confine tra i due Paesi.

Le “zone pilota” per avviare il ritiro

Il punto centrale dei negoziati è la creazione di “zone pilota” nel Libano meridionale, dove l’esercito libanese dovrebbe assumere il controllo della sicurezza mentre Israele avvierebbe un ritiro graduale delle proprie forze. Parallelamente, il piano prevede il disarmo delle milizie presenti nell’area, in primo luogo Hezbollah.

Il ruolo degli Stati Uniti

Washington continua a svolgere un ruolo di primo piano nella mediazione. Al termine dell’incontro del 15 luglio, funzionari statunitensi hanno definito i colloqui “produttivi e positivi”, annunciando che le parti hanno concordato le linee guida per l’attuazione delle zone pilota e che i negoziati proseguiranno ora a livello tecnico.

Le posizioni di Beirut e Gerusalemme

Il Libano insiste affinché il ritiro israeliano dalle aree ancora occupate del sud del Paese inizi senza ulteriori ritardi. Israele, invece, ribadisce che qualsiasi ritiro definitivo dipenderà dalla capacità delle autorità libanesi di impedire il ritorno di Hezbollah nelle zone di confine e di garantire la sicurezza delle comunità israeliane del nord.

Hezbollah resta il nodo più difficile

Il principale ostacolo al processo rimane Hezbollah, che continua a respingere ogni ipotesi di disarmo prevista dall’accordo. La questione rappresenta il punto più delicato dell’intero negoziato e sarà probabilmente al centro delle prossime sessioni tecniche.

Un processo iniziato ad aprile

I colloqui di Roma rappresentano la sesta tornata negoziale di un percorso diplomatico avviato nell’aprile 2026, dopo la ripresa delle ostilità tra Israele e Hezbollah. Sebbene non si possa ancora parlare di un accordo di pace definitivo, i progressi registrati il 14 e 15 luglio costituiscono uno dei passi più significativi compiuti negli ultimi mesi verso una riduzione stabile delle tensioni lungo il confine israelo-libanese.