La sconfitta dell’Egitto contro l’Argentina ai Mondiali di calcio? Colpa dell’arbitro (falsamente) ebreo e del “crimine” di sostenere la Palestina

Mondo

di Ilaria Myr
Dopo la sconfitta contro l’Argentina, i tifosi egiziani accusano (falsamente) sui social l’arbitro di essere ebreo per screditarlo, mentre la Federazione calcistica egiziana ha ipotizzato che le controverse decisioni arbitrali possano essere collegate al sostegno dell’allenatore Hossam Hassan alla causa palestinese. Il tanto di moda “crimine di Palestina”, evocato dall’europarlamentare francese Rima Hassan, accusata di apologia del terrorismo.

Non l’ha proprio accettata la sconfitta agli ottavi di finale dei Mondiali di calcio contro l’Argentina. E la sconfitta è talmente cocente che l’Egitto sta urlando al complotto.

Tramite il suo presidente Hany Abo Rida, la federazione egiziana ha chiesto un’indagine sull’arbitro francese della partita François Letexier, denunciando “i flagranti errori arbitrali commessi dalla terna arbitrale e l’applicazione di un doppio standard”, che a suo avviso ha portato alla sconfitta dell’Egitto, in vantaggio per 2-0 fino al 67° minuto della partita.

Oltre alle proteste sportive ufficiali, una parte dei tifosi egiziani ha lanciato una vera e propria campagna diffamatoria online contro François Letexier. Secondo quanto riportato dai media israeliani, alcuni utenti egiziani di internet hanno attaccato la pagina Wikipedia dell’arbitro, inserendo informazioni false: ad esempio, che François Letexier sia ebreo. Motivata da sentimenti antisemiti, quest’azione mira a screditare le sue decisioni arbitrali.

Inoltre, un funzionario della Federazione calcistica egiziana ha ipotizzato che le controverse decisioni arbitrali durante l’eliminazione dell’Egitto contro l’Argentina possano essere collegate al sostegno dell’allenatore Hossam Hassan (nella foto in alto) alla causa palestinese. Al termine della vittoria contro l’Australia nei sedicesimi di finale, Hassan aveva festeggiato la qualificazione sventolando una bandiera palestinese sul terreno di gioco, immagine diventata rapidamente virale sui social. Qualche giorno dopo, alla vigilia della partita, aveva interrotto la conferenza stampa per parlare della “tragedia umanitaria di Gaza”, mentre dopo la sconfitta ha reagito con rabbia davanti a una bandiera israeliana sventolata, sputando verso la tribuna da cui proveniva la provocazione.

Va di moda il “crimine di Palestina”

L’europarlamentare di LFI Rima Hassan

Insomma, la sconfitta dell’Egoitto sarebbe stata “guidata” per colpire l’allenatore, “colpevole” di sostenere la Palestina. Il famoso “crimine di Palestina” evocato in questi giorni anche dall’europarlamentare francese di LFI Rima Hassan, che doveva essere processata il 5 luglio per apologia di terrorismo – il processo è stato poi rimandato a settembre -. Il tribunale accusa l’attivista filo-palestinese, eletta al Parlamento europeo nel 2024 dopo una campagna elettorale segnata dagli attentati del 7 ottobre e dalla devastante guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza, di un post pubblicato sul suo account social a fine marzo in cui menzionava il cittadino giapponese Kozo Okamoto, uno degli autori dell’attentato del 30 maggio 1972, perpetrato in nome del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) all’aeroporto di Tel Aviv, in cui persero la vita 26 persone.  

Fa quindi seriamente riflettere quanto oggi, e in particolare quando si parla di ebrei e Israele, non si debbano più pesare le parole: si può dire quello che si vuole, tanto poi si può accusare che si è perseguitati perché si è per la Palestina e contro gli ebrei.