Da sinistra Chili Tropper e Yohaz Hendel

Israele verso il voto: nasce l’alleanza tra Hendel e Tropper, mentre Smotrich prepara le primarie

Israele

di Anna Balestrieri
Secondo i media israeliani, la nuova lista dovrebbe chiamarsi Yesodot Yisrael, “Fondamenta di Israele”, e vedrebbe Tropper (a sinistra nella foto) al primo posto e Hendel (a destra) al secondo. L’obiettivo dichiarato è costruire una nuova forza sionista capace di inserirsi nel prossimo governo e pesare sugli equilibri post-elettorali.

 

A poche settimane dal previsto scioglimento della Knesset e con le elezioni generali attese entro ottobre, il panorama politico israeliano si arricchisce di una nuova alleanza. Il partito dei Riservisti, guidato dall’ex ministro Yoaz Hendel (a destra nella foto), ha annunciato l’intesa con l’ex esponente di Blu e Bianco Chili Tropper (a sinistra nella foto).

Secondo i media israeliani, la nuova lista dovrebbe chiamarsi Yesodot Yisrael, “Fondamenta di Israele”, e vedrebbe Tropper al primo posto e Hendel al secondo. Le successive posizioni della lista verrebbero definite alternando le scelte dei due leader.

L’obiettivo dichiarato è costruire una nuova forza sionista capace di inserirsi nel prossimo governo e pesare sugli equilibri post-elettorali.

Il nodo del futuro governo

Hendel e Tropper puntano a entrare in un esecutivo “sionista ampio”, una formula che richiama la volontà di superare gli attuali blocchi politici. Tuttavia, secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, i due non escluderebbero la partecipazione a un governo formato da partiti contrari al premier Benjamin Netanyahu, purché non dipenda da formazioni a maggioranza araba.

La questione delle alleanze sarà centrale nella prossima campagna elettorale. Benny Gantz, leader di Blu e Bianco, ha infatti rilanciato l’idea di un governo senza partiti ultraortodossi né partiti arabi, sostenendo che il prossimo esecutivo dovrà poggiare su una base “sionista” ampia.

La linea politica che emerge è quella di un blocco alternativo a Netanyahu, ma con confini ben definiti rispetto alle componenti arabe e haredi.

Tropper lascia il passato alle spalle

L’ingresso di Chili Tropper nella nuova alleanza mette fine a mesi di incertezza sul suo futuro politico. L’ex ministro della Cultura e dello Sport aveva lasciato il partito Blu e Bianco a maggio, in una fase di forte indebolimento della formazione guidata da Gantz.

La scelta di unirsi a Hendel segnala la volontà di costruire uno spazio autonomo, rivolto soprattutto agli elettori moderati, nazional-sionisti e critici verso l’attuale governo, ma non necessariamente schierati a sinistra.

Durante la conferenza stampa congiunta, Tropper ha parlato della necessità di creare “una casa sionista” per israeliani segnati dal dolore ma ancora animati dalla speranza. Una casa, ha detto, in cui tutti siano chiamati a contribuire e a servire.

Hendel punta sui riservisti e sulla responsabilità nazionale

Yoaz Hendel, già ministro delle Comunicazioni ed ex collaboratore di Netanyahu, si presenta come una figura di destra critica verso l’attuale maggioranza. Negli ultimi mesi ha attaccato in particolare il tentativo del governo di consolidare l’esenzione dal servizio militare per gli ultraortodossi.

Il suo partito ha cercato di intercettare il malcontento di chi serve nell’esercito, fa il riservista o ritiene che il peso della sicurezza nazionale debba essere distribuito in modo più equo.

Il messaggio politico dell’alleanza è chiaro: rappresentare chi combatte, presta servizio, fa volontariato e chiede una leadership più responsabile.

Hendel ha insistito sulla necessità di una nuova generazione di dirigenti, composta da persone abituate ad assumersi responsabilità. A suo giudizio, l’attuale momento storico richiede leader capaci di farsi carico del Paese, non di sottrarsi alle decisioni difficili.

Shira Shapiro ed Elyasaf Peretz entrano nel progetto

Nella nuova alleanza entreranno anche due figure simboliche legate al trauma nazionale del 7 ottobre 2023: Shira Shapiro ed Elyasaf Peretz.

Shapiro è la madre di Aner Shapiro, ucciso durante l’attacco guidato da Hamas mentre cercava di respingere granate lanciate dai terroristi. Peretz appartiene invece a una famiglia segnata da più lutti militari: i suoi fratelli Uriel ed Eliraz sono morti rispettivamente in Libano nel 1998 e a Gaza nel 2010.

La loro presenza rafforza il profilo dell’alleanza come movimento che vuole parlare al Paese colpito dalla guerra, alle famiglie dei caduti e al mondo dei riservisti.

L’inclusione di figure legate direttamente al dolore della guerra punta a trasformare la memoria personale in proposta politica.

Le reazioni di Eisenkot e Gantz

L’accordo tra Hendel e Tropper è stato accolto positivamente anche da Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar e indicato dai sondaggi come uno dei principali candidati a sfidare Netanyahu.

Eisenkot ha elogiato Tropper definendolo una figura esperta e capace di unire, sostenendo che potrà avere un ruolo significativo nella ricostruzione nazionale di Israele.

Anche Benny Gantz ha salutato con favore la nuova intesa, collegandola allo sforzo più ampio di costruire quello che ha definito il “blocco di Israele”. La competizione tra queste forze, tuttavia, resta aperta: l’area anti-Netanyahu appare in movimento, ma ancora alla ricerca di una formula definitiva.

Sionismo religioso verso le primarie

Mentre il fronte centrista e nazional-sionista tenta di riorganizzarsi, anche la destra religiosa si prepara al voto. Il partito Religious Zionism del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich terrà le primarie il 26 luglio per definire la lista elettorale, a partire dalla seconda posizione.

Smotrich era già stato confermato leader dal comitato centrale del partito in una precedente votazione interna. I candidati avranno tempo fino al 21 luglio per registrarsi, mentre il voto sarà aperto agli iscritti.

La decisione di accelerare le primarie riflette il clima di imminente campagna elettorale e la prospettiva dello scioglimento della Knesset.

Il caso Zvika Mor e le tensioni interne

Tra i nuovi volti che ambiscono a entrare nella lista di Religious Zionism figura Zvika Mor, padre di Eitan Mor, rapito durante l’attacco del 7 ottobre e poi liberato in un accordo sugli ostaggi.

Mor ha guidato il Tikva Forum, un gruppo di famiglie degli ostaggi con posizioni più dure rispetto al principale Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi. In particolare, si è opposto agli accordi parziali con Hamas che prevedevano la liberazione di detenuti palestinesi e pause temporanee nei combattimenti a Gaza.

Il partito di Smotrich deve però fare i conti anche con tensioni interne. Resta incerto il futuro politico del deputato Moshe Solomon, allontanato da tutte le commissioni parlamentari dopo aver votato contro un provvedimento sostenuto dalla coalizione che avrebbe equiparato lo studio della Torah al servizio militare.

I sondaggi e il peso dell’esenzione militare haredi

Religious Zionism, che nell’attuale Knesset conta sette seggi, attraversa una fase difficile nei sondaggi. Alcune rilevazioni lo collocano sotto o appena sopra la soglia elettorale, mentre altre gli attribuiscono quattro o cinque seggi.

Uno dei fattori principali del calo sarebbe il malcontento della base religiosa-sionista verso il sostegno del partito alla legge sull’esenzione dal servizio militare per gli ultraortodossi. Le comunità religiose sioniste contribuiscono infatti in misura rilevante alle unità combattenti e ai reparti di riserva dell’IDF.

La frattura sul servizio militare rischia di diventare uno dei temi più delicati della campagna elettorale israeliana.

La questione è diventata ancora più urgente dopo la sentenza dell’Alta Corte del giugno 2024, che ha stabilito l’assenza di una base legale per il sistema di esenzioni agli ultraortodossi, in un momento in cui l’esercito affronta una forte carenza di personale dopo i conflitti seguiti al 7 ottobre.

Una campagna elettorale già iniziata

Anche se la Knesset non è ancora stata formalmente sciolta, la campagna elettorale appare di fatto già cominciata. Le nuove alleanze, le primarie interne e il riposizionamento dei leader indicano una fase di grande fluidità.

Da un lato, Hendel e Tropper cercano di costruire una piattaforma sionista moderata, centrata su servizio militare, responsabilità e unità nazionale. Dall’altro, Smotrich tenta di ricompattare una base elettorale scossa dal tema dell’esenzione haredi e dal calo nei sondaggi.

Le prossime elezioni potrebbero ridefinire non solo i rapporti di forza tra governo e opposizione, ma anche il significato politico del servizio militare e dell’identità sionista nello Stato di Israele.