di Malka Letwin
L’avvocato israeliano Arsen Ostrovsky racconta le molestie e le campagne diffamatorie subite sui social dopo essere sopravvissuto all’attentato. Le immagini della sua ferita, diffuse poche ore dopo i fatti, sono state manipolate per alimentare teorie del complotto e contenuti antisemiti. (Omaggio alle vittime nei pressi del ponte pedonale da cui gli attentatori hanno aperto il fuoco. Fonte: Wikipedia)
Intervenendo davanti alla Commissione reale australiana sull’antisemitismo e la coesione sociale, l’avvocato israeliano per i diritti umani Arsen Ostrovsky ha descritto le conseguenze della diffusione online di una fotografia che lo ritraevano ferito e coperto di sangue poco dopo l’attacco terroristico di Bondi Beach del 14 dicembre 2025.
Secondo la sua testimonianza, l’immagine è stata rapidamente alterata e rilanciata sui social network con l’intento di ridicolizzarlo e mettere in dubbio la veridicità dell’accaduto. A riportarlo è il sito Jewish News Syndicate
L’immagine di un sopravvissuto trasformata in bersaglio
Tra i contenuti circolati in rete figuravano accuse di aver inscenato l’episodio e immagini manipolate, nel tentativo di screditarne la testimonianza. Alcune di queste lo ritraevano mentre teneva in mano una statuetta dell’Oscar e altre con una bottiglia di ketchup e il volto coperto di sangue. Ostrovsky ha definito l’esperienza «opprimente», «disumanizzante» e «spietata», ricordando davanti alla commissione: «È stato surreale trovarmi in ospedale e vedere quel materiale contemporaneamente. Stava succedendo proprio mentre mi stavano preparando per un intervento chirurgico».
“This is not only a battle for the Jewish community, but a fight for the very heart and soul of Australia.”
My comments today following testimony at the Royal Commission on Antisemitism. pic.twitter.com/w2EPIPBU44
— Arsen Ostrovsky (@Ostrov_A) June 29, 2026
L’indagine australiana su antisemitismo e incitamento all’odio
La seduta della commissione, riferisce ABC News, si è concentrata sul ruolo dei social media e dei mezzi di comunicazione nella diffusione dell’incitamento all’odio e dei contenuti antisemiti. L’organismo è stato istituito dopo l’attacco avvenuto durante la tradizionale accensione delle candele di Hanukkah a Bondi Beach, costato la vita a quindici persone e che ha provocato quaranta feriti.
La commissione dovrà ora ricostruire le circostanze che hanno preceduto quello che le autorità locali hanno definito il più grave massacro avvenuto in Australia negli ultimi decenni e formulare raccomandazioni per il governo volte a contrastare l’antisemitismo e la radicalizzazione, con particolare attenzione alla diffusione dell’odio online. «Questa non è solo una battaglia per la comunità ebraica, ma una lotta per il cuore e l’anima stessa dell’Australia», ha aggiunto l’avvocato.



