“Forbidden Voices”: a Londra il concerto che restituisce voce ai compositori perseguitati dal nazismo

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Domenica 22 giugno la Sala Grande della City of London School ha ospitato “Forbidden Voices: Banned but Not Forgotten”, il concerto organizzato dall’organizzazione The Jewish Brand e dedicato ai compositori ebrei le cui opere sono state censurate dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.

A presentare la serata è stata la compositrice ebrea britannica Debbie Wiseman, che per anni ha lavorato per il cinema e la televisione: “come autrice di oltre 50 colonne sonore mi è difficile immaginare un mondo in cui la mia musica possa essere vietata. Eppure, se fossi stata un’ebrea durante il dominio nazista, probabilmente quello sarebbe stato il mio destino. L’idea che la musica venga giudicata non per il suo valore artistico ma per la religione, le origini o l’identità del suo autore è qualcosa che per me è profondamente personale.”

Il nuovo concerto, ideato da Nathan Neumann, ha riunito un giovane ensemble diretto da Michael Oren con il compito di riportare all’attenzione del pubblico tutti i brani che il Terzo Reich ha tentato di cancellare per sempre.

La scaletta del concerto

Creato a sostegno della fondazione Yad Vashem UK, “Forbidden Voices: Banned but Not Forgotten” stato articolato in tre sezioni principali: Beauty, Sorrow e Legacy, ciascuna dedicata a una diversa fase del destino dei compositori perseguitati dal nazismo.

La prima parte si è aperta con Kol Nidre di Max Bruch, eseguito dal violista Jaren Ziegler. Pur non essendo ebreo, Bruch ha visto la sua opera censurata dal regime nazista solo per essersi ispirato alla liturgia ebraica.

A seguire, il pubblico ha potuto ascoltare il brano Konzertstück n.1 di Felix Mendelssohn, eseguito da Stefan Bulyha e Amit Shavit. Anche in questo caso, nonostante l’autore di questo spartito sia stato battezzato e cresciuto come cristiano, la musica è stata esclusa dai programmi concertistici del Terzo Reich a causa delle origini ebraiche della famiglia Mendelssohn.

La sezione centrale, Sorrow, si è completamente concentrata sul brano Partita per archi di Gideon Klein, composto appena nove giorni prima della deportazione del compositore ad Auschwitz, dove verrà ucciso nel 1945 ad appena 25 anni.

“La sua musica continua a parlarci ancora oggi” ha osservato Wiseman durante uno dei suoi interventi. “I nazisti non sono riusciti nel loro obiettivo finale: anche se Klein non ce l’ha fatta, i suoi brani sono sopravvissuti.”

L’eredità dei compositori

L’ultima parte del concerto, Legacy, ha celebrato l’eredità lasciata da alcuni dei più importanti musicisti ebrei costretti all’esilio. Tra questi l’Adagietto dalla Quinta Sinfonia di Gustav Mahler ha ricordato come nemmeno la conversione al cristianesimo sia riuscito a proteggere l’autore dalla politica di cancellazione culturale del regime hitleriano.

A chiudere la serata è stato il celebre tema d’amore composto da Erich Wolfgang Korngold per Le avventure di Robin Hood. Rifugiatosi negli Stati Uniti dopo essere fuggito dall’Europa nazista, Korngold ha contribuito in modo determinante alla nascita del linguaggio musicale della Hollywood classica.

“È la colonna sonora che scelgo ogni volta che mi chiedono quale sia la più grande mai scritta” ha raccontato Wiseman. “Suona ancora oggi fresca, avventurosa e profondamente cinematografica.”

La compositrice ha concluso l’evento ringraziando Nathan Neumann, Mark Forstater, The Jewish Brand e Yad Vashem per aver promosso questa iniziativa: “è stato un privilegio prendere parte a un concerto che ci ricorda come la grande arte abbia una resilienza che l’odio non potrà mai eguagliare.”